I bambini cura degli anziani

I bambini: una cura per gli anziani contro isolamento e depressione

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Da uno studio condotto in Sudafrica, la relazione con i bambini permette agli anziani di sentirsi inclusi nella comunità sviluppando senso di appartenenza.

La presenza dei bambini nelle case di riposo potrebbe sembrare un controsenso e potrebbe essere facile considerarli più come un disturbo che come un elemento positivo. Tuttavia, uno studio condotto in Sud Africa e pubblicato su PLOS ONE offre una prospettiva diversa: i programmi che promuovono l’interazione tra i residenti anziani e i bambini potrebbero fornire benefici per la salute mentale e aiutare a gestire condizioni come ansia e depressione.

Lo studio in Sud-Africa e i benefici della relazione tra anziani e bambini

Per approfondire la comprensione dei potenziali vantaggi delle interazioni tra diverse generazioni, Elizabeth Jane Earl e Debbie Marais della Stellenbosch University, in Sudafrica, hanno condotto uno studio in una casa di riposo in cui i residenti possono regolarmente interagire con i bambini di una scuola materna locale. Le attività includono giochi, puzzle, lettura e canto. Questo programma si basa sul modello di assistenza agli anziani chiamato “Eden Alternative”, sviluppato nel 1991, che mira a ridurre al minimo i fattori che contribuiscono all’ansia e alla depressione.

I ricercatori hanno invitato i residenti a compilare un questionario valutando i loro livelli di ansia e depressione e chiedendo loro di descrivere le esperienze con i bambini. Allo studio hanno partecipato dieci donne: tutte hanno avuto delle interazioni con i bambini in età prescolare, anche se alcune più di altre. Nel complesso, i partecipanti hanno riportato esperienze positive con i bambini.

Le interazioni hanno promosso un senso di appartenenza e uno scopo umano e sociale

L’analisi delle risposte suggerisce che le interazioni hanno evocato ricordi affettuosi dell’infanzia e hanno avuto effetti positivi sull’umore e sulle emozioni. I partecipanti avevano preconcetti diversi sui bambini, che potrebbero aver influenzato le loro esperienze individuali con il programma. Sulla base di questi risultati, i ricercatori concludono che i programmi di interazione intergenerazionale hanno il potenziale per aiutare a gestire le comuni condizioni di salute mentale per i residenti delle case di riposo. Essi forniscono raccomandazioni per l’implementazione di tali programmi e sottolineano la necessità di studi più ampi per approfondire ulteriormente i potenziali benefici.

E in Italia? Potrebbe essere adottato un approccio simile a quello suggerito dallo studio condotto in Sudafrica? “La vita nelle residenze per anziani è al centro dell’attenzione delle nostre comunità, almeno di quelle più sensibili verso il dovere di garantire la dignità e la libertà degli anziani fragili”, commenta il professor Marco Trabucchi, direttore scientifico del Gruppo di Ricerca Geriatrica di Brescia e ex Presidente dell’Associazione Italiana di Psicogeriatria. La letteratura scientifica nel campo della geriatria e gerontologia continua a pubblicare studi teorici e sperimentazioni che mirano a migliorare la vita degli ospiti delle residenze. Anche le recenti polemiche negative sul ruolo delle RSA in Italia hanno stimolato le ricerche, creando un substrato di attenzione e dedizione utili anche sul piano delle ricadute pratiche. Non potremo forse aspettarci cambiamenti rapidi e rivoluzionari, ma la continua proposizione di nuove idee e progetti porterà a risultati importanti, che molti operatori e studiosi sentono la necessità di ottenere.

Lo studio sulla qualità della vita e della salute nelle residenze per anziani

La lettura di questo lavoro è particolarmente stimolante per le modalità originali con cui affronta le problematiche legate alla qualità della vita e alla salute nelle residenze per anziani. Si percepisce una visione culturale che suscita molte riflessioni. Nell’introduzione vengono elencati una serie di principi, la cui attuazione potrebbe migliorare la qualità della vita dei residenti. Tra i possibili vantaggi si menziona l’importanza di mantenere uno stretto e costante contatto con piante, animali e bambini per creare un ambiente umano, la compagnia come mezzo per combattere la solitudine, l’importanza di dare e ricevere attenzione e cura come antidoto alla perdita di speranza, la varietà e la spontaneità come rimedio alla noia, il senso di esistenza come elemento essenziale per vivere, e il fatto che le cure mediche siano parte integrante della cura, e non l’unica guida. Lo studio sulle conseguenze della presenza dei bambini si inserisce in questa logica e dimostra importanti benefici per la salute mentale.

I bambini come cura

La relazione con i bambini consente agli anziani di sentirsi collegati alla comunità e di sperimentare un forte senso di appartenenza, evitando così la sensazione di vivere in un mondo separato, privo della vivacità e degli stimoli che provengono dalla vita con gli altri. I bambini fungono da “ponte” con l’intera società e le sue dinamiche. Di conseguenza, gli anziani rafforzano la propria autostima, migliorando così il proprio umore.

In sintesi, la presenza dei bambini nelle residenze aumenta il senso di appartenenza alla famiglia e ad altre realtà sociali, la sensazione di avere uno scopo nella propria vita e quindi un’identità. Inoltre, stimola la memoria degli anziani facendo dimenticare la condizione attuale di fragilità. Infine, promuove l’emotività, la sensazione di amore verso gli altri e da parte degli altri, che spesso scompare nella monotonia delle giornate tutte uguali, prive di attrazione e di affetto con altre persone.

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