Equità per il Cuore: tavolo regionale in Emilia-Romagna
La salute del cuore si costruisce con il dialogo, la collaborazione e l’impegno condiviso. È da questa convinzione che nasce il percorso di Equità per il Cuore, il progetto promosso da Cuore Nostro insieme a Fondazione Longevitas che sta portando in giro per l’Italia un ciclo di incontri regionali dedicati al futuro della prevenzione cardiovascolare. La prima tappa si è svolta a Bologna, dove il Tavolo Regionale ha messo intorno allo stesso tavolo istituzioni regionali, società scientifiche e terzo settore per discutere di come tradurre in azioni concrete il Safe Hearts Plan, il piano europeo per la salute cardiovascolare adottato dalla Commissione europea lo scorso 16 dicembre, alla luce anche del nuovo Piano Nazionale della Prevenzione recepito dalla Conferenza Stato-Regioni il 21 maggio.
All’incontro hanno preso parte, per la Regione Emilia-Romagna, Alberto Bortolami, responsabile dell’area reti cliniche e percorsi clinico-assistenziali del settore assistenza ospedaliera, e Christian Cintori, responsabile dell’Area programmi vaccinali; per il mondo scientifico, Giampaolo Niccoli della Società Italiana di Cardiologia, Guido Ligabue per la Società Italiana di Radiologia Medica e Interventistica, Marco Vinceti per la Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica, Elena Inches per SUMAI e la Società Italiana Formazione Permanente della Medicina Specialistica, e Stefano Urbinati, Direttore dell’Unità Operativa di Cardiologia dell’Ospedale Bellaria. A moderare i lavori è stata Arianna Maviglia, per la segreteria organizzativa di SHD Coalition.
Un confronto a tutto campo sulla prevenzione cardiovascolare
Il dialogo ha affrontato i principali nodi della prevenzione cardiovascolare in chiave regionale. Sul fronte dello screening, è emersa la necessità di aprire a programmi di screening rivolti in particolare alla popolazione over 65, con un approccio capace al tempo steso di evitare il rischio di overdiagnosis e overtreatment.
Ampio spazio è stato dedicato anche alla prevenzione vaccinale dell’adulto, richiamando le evidenze presentate al Congresso ESC 2025 sul legame tra alcune infezioni – in particolare l’Herpes Zoster – e l’aumento del rischio cardiovascolare. Dal confronto è emersa la condivisione di un principio importante: integrare stabilmente le vaccinazioni antinfluenzale, antipneumococcica e anti-zoster nei percorsi di prevenzione cardiovascolare, superando la frammentazione dell’attuale schedula vaccinale. La prevenzione del cuore, in altre parole, non può più essere pensata separatamente dalla prevenzione vaccinale: sono due facce della stessa strategia di protezione della persona che invecchia, tema rispetto alla quale la Regione Emilia Romagna si mostra particolarmente attenta.
Un altro tema centrale è stato quello della rete territoriale. In coerenza con gli obiettivi della Missione 6 del PNRR, i partecipanti hanno ribadito il ruolo delle Case della Comunità e della Farmacia dei Servizi come presìdi di prossimità per screening e vaccinazioni, con particolare attenzione alle popolazioni con maggiori difficoltà di accesso. Si è discusso inoltre della necessità di una maggiore integrazione dei dati sanitari tra i diversi nodi della rete assistenziale, nel pieno rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali, e del tema dell’equità di genere e del contrasto all’ageismo, con un richiamo alla storica sottorappresentazione di donne e anziani negli studi clinici e nei percorsi diagnostico-terapeutici.
Un Tavolo Permanente per trasformare le strategie in azioni concrete
Con il contributo delle società scientifiche e delle associazioni di pazienti, Fondazione Longevitas e Cuore Nostro hanno proposto l’istituzione di un Tavolo Permanente regionale che coinvolga stabilmente tutti gli attori impegnati nella salute cardiovascolare, per dare concreta attuazione al Safe Hearts Plan. L’obiettivo è trasformare le strategie europee in azioni concrete sul territorio: promuovere la diagnosi precoce, garantire un accesso equo alle cure, rafforzare la prevenzione primaria e secondaria – compresa quella vaccinale – e valorizzare le buone pratiche regionali affinché possano essere condivise e diffuse. Un’attenzione particolare deve essere rivolta alle persone più fragili: donne, anziani e pazienti con patologie croniche.
“Il confronto svoltosi in Emilia-Romagna conferma quanto sia importante mettere allo stesso tavolo istituzioni, pazienti e mondo medico-scientifico: solo unendo questi tre punti di vista si costruiscono politiche sanitarie che funzionano davvero nella pratica quotidiana,” ha dichiarato Eleonora Selvi, Presidente di Fondazione Longevitas. “Il Safe Hearts Plan è una grande opportunità che dobbiamo cogliere per dare finalmente sistematicità alla prevenzione cardiovascolare nel nostro Paese, a partire dalle Regioni. Non possiamo più permetterci un modello di screening occasionale, né una prevenzione vaccinale frammentata: servono percorsi strutturati, capaci di raggiungere davvero chi ha più difficoltà ad accedere ai servizi. Continueremo a lavorare, insieme alle istituzioni e alla comunità scientifica, perché queste priorità diventino azioni concrete sul territorio.”
L’impegno di Fondazione Longevitas nella SHD Coalition
L’incontro di Bologna si inserisce in un impegno più ampio che Fondazione Longevitas porta avanti a livello europeo e nazionale come parte della SHD Coalition, la coalizione che riunisce società scientifiche, pazienti e istituzioni per l’attuazione del Safe Hearts Plan a beneficio dei quattordici milioni di persone che in Europa convivono con una cardiopatia strutturale. Le richieste della Coalition all’Unione Europea toccano quattro priorità: l’introduzione di uno screening routinario per la diagnosi precoce, basato sull’auscultazione cardiaca sistematica nei protocolli di controllo della salute cardiovascolare, con controlli ogni due anni per la popolazione over 65; un percorso integrato che colleghi diagnosi, invio, trattamento, riabilitazione e follow-up, con accesso rapido a ecocardiografia qualora si renda necessario, e valutazione multidisciplinare; la riduzione delle disuguaglianze di genere, a partire dal fatto che i sintomi delle patologie cardiache nelle donne vengono ancora troppo spesso attribuiti all’invecchiamento o alla menopausa; e infine finanziamenti adeguati, che ancorino il Safe Hearts Plan ai programmi europei di ricerca e sanità e prevedano indicatori misurabili nei piani nazionali.
A livello italiano, il position paper della Coalition ricorda che il nostro è il Paese più anziano d’Europa, con oltre il 24% della popolazione sopra i 65 anni, mentre forti disparità regionali continuano a segnare l’accesso a diagnosi e trattamenti avanzati. Da qui le richieste di Fondazione Longevitas per l’Italia: una strategia nazionale dedicata alle patologie cardiache strutturali, allineata al Safe Hearts Plan e coordinata stabilmente tra Ministero della Salute, Regioni e AGENAS; una roadmap operativa che valorizzi le Case di Comunità del PNRR come punto di accesso per la diagnosi precoce; il rafforzamento degli screening territoriali per gli over 65, sul modello già validato dallo studio PREVASC; e un sistema di indicatori e registri interoperabili capace di monitorare davvero l’equità di accesso alle cure per donne, anziani e territori più svantaggiati.
Una prevenzione che comprende anche i vaccini
Tra le richieste che Fondazione Longevitas porta avanti in ogni sede istituzionale, europea, nazionale e regionale, c’è anche quella di considerare la prevenzione vaccinale dell’adulto parte integrante della prevenzione cardiologica, non un capitolo separato. Le evidenze scientifiche più recenti confermano che alcune infezioni, come l’Herpes Zoster, aumentano il rischio di eventi cardiovascolari nella popolazione adulta e anziana: integrare stabilmente le vaccinazioni raccomandate nei percorsi di cura cardiologici significa quindi fare vera prevenzione primaria, ed è un principio che la Fondazione chiede venga recepito a ogni livello, dai Tavoli regionali fino alle strategie nazionali ed europee.
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