Cos’è l’healthy ageing? Un concetto sempre più diffuso nella società longeva
Healthy Ageing ovvero invecchiamento in salute. Un concetto diverso da “active ageing” che significa invece invecchiamento attivo.
L’invecchiamento attivo
L’invecchiamento attivo è stato definito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) come “il processo di ottimizzazione delle opportunità di salute, partecipazione e sicurezza per migliorare la qualità della vita delle persone che invecchiano”. Numerosi studi internazionali confermano di fatti la relazione positiva esistente tra l’invecchiare in maniera attiva e i benefici sulla salute fisica e psicologica, inclusa la percezione di una maggiore qualità e soddisfazione della vita.
L’invecchiamento attivo, in questo senso diverso dall’Healthy Ageing – significa soprattutto essere attivarsi in maniera negli ambiti della sfera sociale (occupazione, volontariato, relazioni sociali, formazione, assistenza a familiari, essere nonni) e personale (tempo libero, passioni, turismo.), scegliendo liberamente le attività nelle quali impegnarsi,
“In considerazione dei suoi effetti positivi sugli individui, l’invecchiamento attivo può essere considerato uno strumento di prevenzione per aspirare quanto più possibile a un invecchiamento in salute”, come afferma il Dipartimento per le Politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio.
L’invecchiamento in salute: l’Healthy Ageing
Dunque si può leggere l’invecchiamento attivo come mezzo e l’invecchiamento in salute, l’healthy ageing come un fine. Nella nostra società, sempre più longeva, è un concetto sempre più diffuso, per quanto non corrisponda a una reale e realistica vita in salute. C’è infatti un gap tra la diffusione in ambito teorico e medico-scientifico e la messa in pratica quotidiana nella vita delle persone.
Cosa ci dice la scienza sull’invecchiamento sano?
Pur non esistendo una definizione universalmente accettata nella comunità scientifica riguardo all’invecchiamento sano, nel corso degli anni, sono emerse diverse teorie (biochimiche, genetiche, neuro-psichiatriche, fisiologiche, psicologiche e sociali) che cercano di spiegare i meccanismi alla base dell’invecchiamento e le sue conseguenze, ma molte incertezze rimangono ancora.
L’invecchiamento può essere considerato un processo a più dimensioni, determinato da numerosi fattori modificabili su cui è possibile intervenire per migliorare la qualità della vita.
L’OMS ha proposto un quadro teorico sull’invecchiamento sano che tiene conto di una vasta gamma di caratteristiche sanitarie, cambiamenti fisiologici e psico-sociali associati al processo di invecchiamento, e che interagiscono per determinare le capacità funzionali degli anziani. Inoltre, proprio in questo decennio 2020-203o, l’OMS ha inaugurato la decade dell’invecchiamento in salute che si può leggere qui: Good health adds life to years. La buona salute aggiunge vita agli anni.
La longevità e l’invecchiamento in salute in Italia, in Europa e nel mondo
Gli italiani sono i più longevi in Europa. Ma se negli altri stati europei a 65 anni l’aspettativa di vita in salute è di 9,4 anni, in Italia è di 7,8 anni per gli uomini e 7,4 per le donne: quindi in Italia si vive più a lungo, ma con uno stato di salute più debole rispetto agli altri concittadini europei. Ci sono poi le disparità del mondo nel modo di invecchiare e nell’aspettativa di vita: un ragazzo di 25 anni oggi, con un buon livello di istruzione, può vivere mediamente 7 anni in più rispetto a un suo coetaneo che ha un livello di istruzione inferiore. E queste disparità sono ancora più forti nelle economie emergenti.
Gli studi epidemiologici indicano inoltre che in Europa, dal 15% al 35% delle persone di 75 anni e più necessita di qualche forma di assistenza quotidiana per svolgere attività essenziali.
Definizioni e dimensioni dell’Healthy Ageing
Secondo l’OMS, le abilità funzionali sono il risultato di un’interazione complessa tra le capacità individuali relative alle attività quotidiane, le caratteristiche dell’ambiente e le interazioni tra le capacità individuali e l’ambiente stesso.
L’Healthy Ageing viene ad esempio definito da John R. Beard, medico ed esperto di scienza, come “il processo di sviluppo e mantenimento della capacità funzionale che permette il benessere nella terza età”. In questa prospettiva, l’interazione tra individuo e ambiente determina le traiettorie delle capacità personali e delle abilità funzionali.
Altri modelli e istituzioni definiscono invece l’healthy ageing come l’assenza di disabilità cognitive, fisiche e sociali.
Le 10 dimensioni più comunemente utilizzate dagli studi per definire e osservare l’invecchiamento sano includono:
- Disabilità/funzionalità fisica
- Capacità di svolgere attività quotidiane
- Funzionamento cognitivo
- Funzionalità sociale e produttiva
- Capacità di mantenere ruoli e responsabilità in diversi contesti sociali
- Soddisfazione e benessere nella vita
- Assenza di malattie
- Longevità
- Salute percepita
- Personalità e adattamento
- Ambiente e risorse
- Percezione dello stato di invecchiamento
Il convegno della Fondazione Longevitas: 17 maggio, Regione Lombardia
All’interno di questo quadro e racconto sull’invecchiamento in salute, si inserisce il convegno promosso dalla Fondazione Longevitas, che si terrà il 17 maggio a Milano, nella sede di Regione Lombardia.
Un convegno sulla prevenzione vaccinale, che porta l’esempio del vaccino contro l’Herpes Zoster, e che rappresenta la prima tappa di un più ampio progetto che ha l’obiettivo di promuovere l’Healthy Ageing attraverso la realizzazione di campagne educazionali e di prevenzione per migliorare la qualità della vita delle persone, ottimizzare e ridurre, attraverso lo sviluppo di una sana longevità, la spesa sanitaria, consentendo importanti risparmi da reinvestire in salute.
Per approfondire i temi e la giornata di convegno, leggi anche: CONVEGNO: L’importanza della prevenzione vaccinale nell’adulto. L’esempio del vaccino contro l’Herpes Zoster
Con il patrocinio di Regione Lombardia e Istituto Superiore di Sanità.
Sponsor dell’iniziativa è GSK. GSK non ha avuto alcun ruolo nella definizione dei contenuti redatti autonomamente ed integralmente da Fondazione Longevitas ETS e dai propri collaboratori, che se ne assumono l’esclusiva responsabilità.


