Chi siamo

La Fondazione Longevitas si dedica a promuovere la longevità positiva e a costruire un ambiente condiviso che favorisca l’inclusione sociale, l’attività e il benessere nella società longeva. L’obiettivo è quello di abbattere le barriere sociali e culturali legate all’età e di favorire la responsabilità e il legame intergenerazionale per costruire equità e stabilità a lungo termine.

La Fondazione lavora in collaborazione con le istituzioni, gli enti e le associazioni per promuovere un cambiamento educativo e socioculturale sul tema dell’invecchiamento e per generare iniziative innovative, intergenerazionali, inclusive e sostenibili che generano ricchezza e valore per tutti.

In sintesi, la Fondazione Longevitas si impegna a creare un futuro migliore per le generazioni attuali e future, promuovendo la salute e la felicità di ciascun individuo come un importante tassello per il benessere della società.

Longa est vita, si plena est.
La vita è lunga, se è piena.

(Lucio Anneo Seneca)

Longevitas: nascita di una Fondazione

L’Italia è il Paese più longevo in Europa e il secondo più longevo al mondo, dopo il Giappone. Con un’aspettativa di vita di 83,4 anni, quasi due e mezzo in più rispetto alla media europea, il nostro Paese ha conosciuto uno dei processi di invecchiamento più rapidi nell’ultimo mezzo secolo, una tendenza che continua senza sosta, fino a proiettarci in un futuro prossimo (2050) in cui gli ultrasessantacinquenni rappresenteranno il 35,9% della popolazione.

Opportunità, sfida, rivoluzione: comunque la si voglia chiamare, la longevità è l’elemento che maggiormente condizionerà gli scenari economici futuri, imponendo profondi cambiamenti nella sanità e nel welfare, nel lavoro, nella previdenza, nei consumi e negli stili di vita. Sarà sempre più necessario sviluppare politiche che vadano incontro ai bisogni di una popolazione longeva, in cui per ogni bambino si contano 5,4 over 65, e con un indice di vecchiaia passato in 70 anni da 33,5% a 187,6%. Parliamo di politiche socio-sanitarie, previdenziali, urbanistiche, abitative, del lavoro, per l’invecchiamento attivo, l’inclusione digitale, il rafforzamento dei legami intergenerazionali, a supporto delle famiglie con persone non autosufficienti, per la salvaguardia dell’autonomia e della dignità in ogni fase della vita.

In un mondo in cui tutti vivremo (sperabilmente) più a lungo, tuttavia, ciò che dovrà cambiare non è soltanto la soglia dell’età pensionabile, il modo di concepire gli spazi pubblici e privati o di riqualificare gli over 60 che resteranno ancora a lungo sul proprio posto di lavoro, ma è il nostro stesso modo di considerare il processo di invecchiamento e di vivere l’esperienza di questo tempo aggiuntivo, precluso a molte generazioni che ci hanno preceduto, e faticosamente conquistatoci dallo sviluppo della scienza medica e della ricerca oltre che da uno dei migliori servizi sanitari nazionali al mondo. Si tratta di sradicare ogni visione stereotipata della persona più matura come peso economico, soggetto lento, inefficiente e quindi inutile perché, come scrive Anne Karpf nel suo libro How to Age “nelle culture in cui essere viene svalutato e fare supervalutato, l’età avanzata viene considerata con disprezzo e terrore”.

L’alternativa è, appunto, restituire dignità all’essere in ogni fase della vita, e quindi all’età, mettendo a frutto la preziosa riserva di anni che la longevità dispensa a un numero crescente di persone. Trasformare questo tempo con serie politiche per la longevità positiva, ma anche attraverso un processo di cambiamento culturale che superi tanto la narrativa del declino quanto quella della produttività e del successful ageing a ogni costo, con il permanere di un paradigma “produttivo”.

La Fondazione Longevitas nasce per questo: promuovere la cultura di una longevità libera, che consenta di vivere la pienezza di ogni età, agevolando la riflessione e lo scambio su questi temi, contrastando l’ageismo, discriminazione così sottile e radicata quanto misconosciuta, incoraggiando la vita attiva, favorendo l’inclusione sociale e la costruzione di comunità longeve multigenerazionali.

Siamo già al lavoro per unire diversi stakeholder con i quali elaborare proposte e soluzioni a beneficio dell’intera collettività presente e di quella futura, creando una rete di conoscenze e competenze che possa favorire questo processo di cambiamento come parte di una rivoluzione più ampia. Quello che auspichiamo è un nuovo patto sociale per vite più lunghe, che unisca le età invece di tenerle divise e metterle in conflitto tra loro, che sappia offrire reddito, pensione, cure e una vita dignitosa alle famiglie, e in cui Longevità significhi non solo “invecchiamento attivo”, ma imparare a coltivare e apprezzare in ogni momento la propria – lunga – vita, ricca di esperienza, valore e significato.

Eleonora Selvi - Presidente Fondazione Longevitas

Longevitas: nascita di una Fondazione

L’Italia è il Paese più longevo in Europa e il secondo più longevo al mondo, dopo il Giappone. Con un’aspettativa di vita di 83,4 anni, quasi due e mezzo in più rispetto alla media europea, il nostro Paese ha conosciuto uno dei processi di invecchiamento più rapidi nell’ultimo mezzo secolo, una tendenza che continua senza sosta, fino a proiettarci in un futuro prossimo (2050) in cui gli ultrasessantacinquenni rappresenteranno il 35,9% della popolazione.

Opportunità, sfida, rivoluzione: comunque la si voglia chiamare, la longevità è l’elemento che maggiormente condizionerà gli scenari economici futuri, imponendo profondi cambiamenti nella sanità e nel welfare, nel lavoro, nella previdenza, nei consumi e negli stili di vita. Sarà sempre più necessario sviluppare politiche che vadano incontro ai bisogni di una popolazione longeva, in cui per ogni bambino si contano 5,4 over 65, e con un indice di vecchiaia passato in 70 anni da 33,5% a 187,6%. Parliamo di politiche socio-sanitarie, previdenziali, urbanistiche, abitative, del lavoro, per l’invecchiamento attivo, l’inclusione digitale, il rafforzamento dei legami intergenerazionali, a supporto delle famiglie con persone non autosufficienti, per la salvaguardia dell’autonomia e della dignità in ogni fase della vita.

In un mondo in cui tutti vivremo (sperabilmente) più a lungo, tuttavia, ciò che dovrà cambiare non è soltanto la soglia dell’età pensionabile, il modo di concepire gli spazi pubblici e privati o di riqualificare gli over 60 che resteranno ancora a lungo sul proprio posto di lavoro, ma è il nostro stesso modo di considerare il processo di invecchiamento e di vivere l’esperienza di questo tempo aggiuntivo, precluso a molte generazioni che ci hanno preceduto, e faticosamente conquistatoci dallo sviluppo della scienza medica e della ricerca oltre che da uno dei migliori servizi sanitari nazionali al mondo. Si tratta di sradicare ogni visione stereotipata della persona più matura come peso economico, soggetto lento, inefficiente e quindi inutile perché, come scrive Anne Karpf nel suo libro How to Age “nelle culture in cui essere viene svalutato e fare supervalutato, l’età avanzata viene considerata con disprezzo e terrore”.

L’alternativa è, appunto, restituire dignità all’essere in ogni fase della vita, e quindi all’età, mettendo a frutto la preziosa riserva di anni che la longevità dispensa a un numero crescente di persone. Trasformare questo tempo con serie politiche per la longevità positiva, ma anche attraverso un processo di cambiamento culturale che superi tanto la narrativa del declino quanto quella della produttività e del successful ageing a ogni costo, con il permanere di un paradigma “produttivo”.

La Fondazione Longevitas nasce per questo: promuovere la cultura di una longevità libera, che consenta di vivere la pienezza di ogni età, agevolando la riflessione e lo scambio su questi temi, contrastando l’ageismo, discriminazione così sottile e radicata quanto misconosciuta, incoraggiando la vita attiva, favorendo l’inclusione sociale e la costruzione di comunità longeve multigenerazionali.

Siamo già a lavoro per unire diversi stakeholder con i quali elaborare proposte e soluzioni a beneficio dell’intera collettività presente e di quella futura, creando una rete di conoscenze e competenze che possa favorire questo processo di cambiamento come parte di una rivoluzione più ampia. Quello ch auspichiamo è un nuovo patto sociale per vite più lunghe, che unisca le età invece di tenerle divise e metterle in conflitto tra loro, che sappia offrire reddito, pensione, cure e una vita dignitosa alle famiglie, e in cui Longevità significhi non solo “invecchiamento attivo”, ma imparare a coltivare e apprezzare in ogni momento la propria – lunga – vita, ricca di esperienza, valore e significato.

Eleonora Selvi - Presidente Fondazione Longevitas

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