La Proteina della Longevità: la Scoperta di Singapore che aumenta la vita in salute fino al 25%
Redazione Fondazione Longevitas2024-08-02T13:42:27+02:00
Allungare la vita con un interruttore: come bloccare una proteina infiammatoria può incrementare la longevità.
Singapore – Un recente studio pubblicato sulla rivista Nature ha rivelato una scoperta che potrebbe rivoluzionare il nostro approccio all’invecchiamento. Ricercatori della Duke National University e del National Heart Research Institute di Singapore, in collaborazione con l’Imperial College e la Duke University, hanno identificato una proteina infiammatoria chiamata IL-11 che, se disattivata, può estendere significativamente la durata della vita sana dei topi, fino al 25%.
Il potere di spegnere la proteina dell’invecchiamento
La proteina IL-11, nota per il suo ruolo nell’infiammazione, aumenta con l’età e contribuisce a diversi problemi di salute legati all’invecchiamento. Eliminandola tramite tecniche di ingegneria genetica, i ricercatori hanno osservato che la sopravvivenza media dei topi è aumentata del 25%. Inoltre, trattando i topi con un farmaco anti-IL-11 a partire dalle 75 settimane di età (equivalenti a circa 55 anni umani) fino alla loro morte, è stato registrato un incremento della durata media della vita del 22,4% nei maschi e del 25% nelle femmine.
Vita più lunga e migliore salute
I topi trattati hanno vissuto in media 155 settimane, rispetto alle normali 120 settimane, e hanno mostrato una riduzione dei decessi per cancro, malattie fibrotiche, infiammazione cronica e deterioramento del metabolismo, che sono tipici dell’invecchiamento. “I topi che ricevevano il trattamento anti-IL-11 erano meno soggetti a tumori e segni di invecchiamento, con un miglioramento della forza muscolare e una minore atrofia,” spiega Stuart Cook, uno degli autori dello studio. Questi risultati offrono una nuova speranza che la disattivazione della IL-11 possa avere effetti simili anche negli esseri umani.
Verso nuove terapie per una terza età attiva
Attualmente, i trattamenti anti-IL-11 sono in fase di sperimentazione clinica per altre condizioni infiammatorie, e potrebbero presto offrire nuove opportunità per studiare il loro impatto sull’invecchiamento umano. Alessandro Sgambato, ordinario di Patologia Generale all’Università Cattolica di Roma, commenta: “Questo studio rappresenta un’importante avanzamento nella comprensione dei meccanismi molecolari dell’invecchiamento e potrebbe aprire la strada a terapie innovative per migliorare la qualità della vita degli anziani.”
Sgambato sottolinea anche che, mentre queste scoperte sono promettenti, è fondamentale continuare a mantenere uno stile di vita sano e una dieta equilibrata, come la dieta mediterranea, per contrastare l’inflammaging e favorire un invecchiamento in buona salute. “Il nostro obiettivo è non solo allungare la vita, ma anche garantire che essa sia di alta qualità e con buona salute fisica e mentale.”
Con questa scoperta, il futuro dell’invecchiamento potrebbe essere molto più luminoso e sano, aprendo la strada a una nuova era di longevità attiva.
Fonte: Rai News
