Prevenzione cardiologica: strategie per il futuro. Le buone pratiche del progetto Policardio

Prevenzione cardiologica: strategie per il futuro. Le buone pratiche del progetto Policardio


Si è svolto oggi, presso la Sala Zuccari del Senato della Repubblica, l’evento “Prevenzione cardiologica: strategie per il futuro. Le buone pratiche del progetto Policardio”, promosso dal Senatore di Fratelli d’Italia Guido Liris. All’iniziativa hanno partecipato rappresentanti istituzionali di primo piano, professionisti sanitari, stakeholder del settore e realtà impegnate nello sviluppo di modelli innovativi di prevenzione sul territorio. Tra i relatori è intervenuta anche Eleonora Selvi, Presidente della Fondazione Longevitas, che ha illustrato il contributo della Fondazione nell’ambito della prevenzione di comunità e della diagnosi precoce.

I lavori sono partiti da un dato ormai consolidato ma ancora troppo spesso sottovalutato: in Italia le malattie cardiovascolari restano la prima causa di morte e una delle principali cause di disabilità, con il 44% dei decessi riconducibile a cause cardio e cerebrovascolari. In un Paese in cui la popolazione invecchia rapidamente e aumentano gli anni vissuti con patologie croniche, è emersa l’esigenza di un approccio diverso, capace di spostare il baricentro dell’assistenza dagli ospedali al territorio, puntando sulla prevenzione, sulla diagnosi precoce e su una nuova organizzazione dei servizi.

In questo scenario un ruolo sempre più rilevante è svolto dalle tecnologie innovative. Il progetto Policardio, presentato nel corso dell’incontro, si è distinto come esempio concreto di integrazione tra strumenti digitali, monitoraggio clinico in tempo reale e competenze specialistiche. Il sistema si basa su un piccolo dispositivo chiamato “Hug you”, applicato in pochi secondi sul torace, in grado di registrare i segnali elettrici del cuore ovunque ci si trovi. Attraverso l’app dedicata “Policardio Transfer”, l’elettrocardiogramma, anche a 12 derivazioni, viene inviato automaticamente alla “Policardio Web Platform and Services”, dove i dati vengono elaborati immediatamente e messi a disposizione di un’équipe clinica che può interpretarli in tempo reale. Chiunque può registrare un ECG in qualsiasi momento e luogo, con la possibilità di individuare tempestivamente aritmie o segnali precoci di eventi acuti. L’obiettivo è ridurre il numero di infarti e migliorare la prevenzione cardiovascolare attraverso un sistema semplice da usare, meno invasivo e accessibile a tutti.

Nel corso dell’evento è stata sottolineata anche l’importanza crescente delle farmacie di comunità, che già oggi svolgono un ruolo di primo riferimento attraverso misurazioni della pressione, attività di screening e consulenze. Con la diffusione della telemedicina, queste strutture potranno diventare punti fondamentali per il telemonitoraggio e il teleconsulto, contribuendo alla riduzione delle liste d’attesa e al miglioramento dell’accesso alle cure, soprattutto per le persone anziane o con difficoltà di mobilità.

Eleonora Selvi ha inoltre presentato l’esperienza di PreVasc, progetto promosso da SICGe in collaborazione con UniCamillus International University of HealthSciences, Università di Medicina Tor Vergata, la Fondazione Longevitas e l’Associazione Salute e Società e dedicato alla prevenzione di comunità. Il modello è attualmente attivo anche presso il Centro Commerciale Roma Est, dove auscultazioni cardiache, ECG ed ecocardiogrammi stanno consentendo di rilevare patologie spesso non percepite. L’iniziativa rappresenta un esempio concreto di prevenzione territoriale facilmente replicabile e potenzialmente integrabile nelle Case della Comunità, in linea con gli obiettivi del Piano Europeo per la Salute Cardiovascolare, che dedica particolare attenzione alla diagnosi precoce.

 

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