Invecchiare con dignità: il Report di Caritas Europa
Il Report “Invecchiare con dignità” stilato da Caritas Europa restituisce una situazione complessa: da un lato, gli anziani hanno poche possibilità di essere assistiti per via dei costi e delle condizioni delle strutture sanitarie, dall’altro i lavoratori di questo settore non hanno abbastanza supporto per fornire un servizio adeguato.
Riprendiamo l’articolo di Giorgia Valeri per Famiglia Cristiana per un’analisi completa del Report.
“Il fenomeno dell’invecchiamento della popolazione è una tendenza globale che caratterizza il nostro tempo, e la domanda di assistenza a lungo termine (LTC) è in forte aumento. Tuttavia, la pubblica spesa non sta tenendo il passo con questa crescente richiesta. Secondo i dati riportati nel nuovo report della Caritas intitolato ‘Growing old with dignity. The challenges of long-term care in Europe’, si prevede che l’età media della popolazione dell’UE passerà da poco meno di 43,7 anni nel 2019 a 48,2 anni nel 2050.”
Il network cattolico della Caritas, presente in 46 Paesi membri, offre uno sguardo riflessivo su una situazione altamente disfunzionale che sta volgendo verso una deriva. In particolare, emerge un dato allarmante riguardante l’invecchiamento generale della popolazione europea. Sebbene un aumento dell’età media sia un segno di un’aspettativa di vita più elevata, allo stesso tempo evidenzia una sfida che i Paesi europei stanno faticando ad affrontare. L’aumento della popolazione anziana porta con sé una crescente domanda di assistenza e supporto, specialmente da parte delle persone over 65. Questa situazione è ulteriormente complicata dalle disparità di accesso, dai costi elevati e dalle lunghe liste di attesa per i servizi di cura professionali.
Più anziani, più cure: la sfida della transizione demografica per l’Europa
Un altro dato di fondamentale importanza è l’indice di dipendenza degli anziani, che rappresenta la proporzione della popolazione di età pari o superiore a 65 anni rispetto alla popolazione compresa tra i 14 e i 64 anni. Nel nostro Paese, ad esempio, esiste un forte divario tra la popolazione anziana e quella giovane. Questo non solo implica una grave difficoltà nel reperimento di personale nell’ambito dell’assistenza a lungo termine, ma riduce anche il numero di persone in età lavorativa che possono contribuire ai fondi statali per il finanziamento delle pensioni, dell’assistenza sanitaria e di tutto ciò che riguarda la cura della terza età.
La situazione mette a dura prova tutti coloro che lavorano in questo settore e pone l’attenzione su un altro fenomeno rilevante: le condizioni dei lavoratori dell’assistenza a lungo termine. Oltre alla difficile ricerca e trattenimento del personale, molti di loro lavorano in contesti irregolari e precari. Nel 2020, circa 6,3 milioni di persone erano impiegate nel settore dell’assistenza a lungo termine, rappresentando circa il 3,2% della forza lavoro europea. La maggioranza è costituita da donne (circa l’81%) e spesso anche di età avanzata (oltre il 38% sono donne over 50). Molto spesso, tali servizi vengono forniti informalmente da membri della famiglia o della comunità, mettendo a rischio le condizioni di lavoro di queste operatrici, con salari bassi e la possibilità di subire abusi. Ciò evidenzia ancora una volta la disparità di genere nel settore della cura e aggrava il fenomeno della ‘femminilizzazione della povertà’ in Europa.
Molte delle donne che lavorano in questo settore sono migranti provenienti dall’Europa Orientale, che lasciano le loro famiglie, spesso numerose, e la propria comunità. Nella maggior parte dei casi, stipulano accordi e contratti non dichiarati con le famiglie ospitanti, il che rende difficile fornire aiuto e supporto a queste donne e garantire loro diritti e condizioni di lavoro eque.
L’impegno fondamentale deve essere volto dunque a garantire un trattamento adeguato sia per gli anziani che per gli assistenti a lungo termine. Questo sforzo richiede la collaborazione di istituzioni e organi di stato per fornire gli aiuti economici necessari per finanziare strutture adeguate per entrambe le parti. L’obiettivo è offrire un servizio di accompagnamento rispettoso e dignitoso per gli anziani e, allo stesso tempo, creare percorsi professionali gratificanti e ben remunerati per gli operatori del settore.
