Fondazione Longevitas e Udito Italia ONLUS insieme contro i problemi d’udito negli over 65
L’udito un senso da non sottovalutare
La perdita dell’udito legata all’invecchiamento, nota come presbiacusia, è una condizione che interessa milioni di persone in tutto il mondo e rappresenta una delle problematiche sensoriali più comuni tra gli anziani. Secondo uno studio pubblicato su The Gerontologist, oltre il 50% delle persone sopra i 75 anni presenta una forma più o meno grave di ipoacusia, con ripercussioni significative sulla loro qualità di vita. L’ipoacusia non influisce solo sulla capacità di comunicare, ma ha un impatto negativo anche sul benessere psicologico, sulle relazioni sociali e sulle funzioni cognitive.
L’impatto della presbiacusia sulla vita di tutti i giorni
La ricerca The Gerontologist, ha coinvolto un campione di 1.500 anziani con età superiore ai 65 anni, monitorati per un periodo di cinque anni. I partecipanti sono stati sottoposti a test audiometrici annuali e a questionari sul loro stato emotivo e sulle abitudini sociali. I risultati hanno mostrato che coloro con una perdita uditiva moderata o grave avevano il 50% in più di probabilità di ridurre le attività sociali rispetto a chi aveva un udito normale. Questa riduzione dell’interazione sociale può portare a conseguenze negative, come l’isolamento sociale, che è stato associato a un aumento del rischio di depressione. La difficoltà nel partecipare a conversazioni e attività di gruppo, può contribuire a un senso di frustrazione e impotenza, influenzando negativamente il benessere emotivo degli individui. Ulteriori studi hanno evidenziato come la presbiacusia, non va ad influenzare solamente la vita sociale dei soggetti affetti, ma va a colpire direttamente le attività celebrali, portando ad un declino cognitivo maggiore. Questa correlazione può essere spiegata attraverso 2 meccanismi. Il sovraccarico cognitivo: la difficoltà nell’udire richiede un maggiore sforzo mentale per comprendere i suoni, riducendo le risorse disponibili per altri processi cognitivi, come la memoria e l’attenzione. L’atrofia cerebrale: la riduzione degli stimoli uditivi può portare a cambiamenti strutturali nel cervello, inclusa l’atrofia in aree legate all’elaborazione del suono e ad altre funzioni cognitive.
L’impatto della perdita dell’udito non si limita ad intaccare la dimensione sociale e psichica, ma si estende anche alla sfera fisica. Infatti, diverse ricerche hanno evidenziato una maggiore incidenza di cadute e infortuni tra gli anziani ipoacusici. Questo potrebbe essere dovuto sia a una riduzione della percezione ambientale – con conseguente minor capacità di individuare segnali di pericolo – sia all’effetto indiretto dell’isolamento sociale, che porta a una riduzione dell’attività fisica e dell’autonomia.
Importanza della prevenzione e dell’intervento precoce
La ricerca The Gerontologist, riconosce l’importanza di trattare tempestivamente la perdita uditiva, poiché fondamentale per preservare le funzioni cognitive. L’uso di apparecchi acustici e la partecipazione a programmi di riabilitazione uditiva possono migliorare la qualità della vita e ridurre il rischio di declino cognitivo. In conclusione, portare avanti interventi adeguati mirati a mantenere uno stile di vita attivo e socialmente coinvolto, permette di promuovere un invecchiamento sano, contribuendo in tale modo a mitigare gli effetti dannosi della presbiacusia.
L’impegno della Fondazione Longevitas
Riconoscendo l’importanza dei problemi uditivi nella terza età, la Fondazione Longevitas sta portando avanti una campagna di sensibilizzazione rivolta ai luoghi di aggregazione degli over 65. Nei giorni scorsi, in collaborazione con Udito Italia ONLUS, sono stati organizzati tre eventi a Roma che hanno registrato un’ampia partecipazione di pubblico. Questi incontri hanno permesso di evidenziare il ruolo cruciale della diagnosi precoce nella perdita dell’udito e di sensibilizzare sull’importante legame tra benessere uditivo e salute cognitiva.
