Promuovere le competenze in età anziana per favorire un buon invecchiamento. Il ruolo delle Life Skills.
L’invecchiamento della popolazione è un fenomeno di natura planetaria, non solo dei paesi occidentali, da dove ha avuto inizio. L’aumento della speranza di vita sta portando infatti a quella che i demografi definiscono ormai una vera e propria “rivoluzione demografica”, con caratteristiche di irreversibilità ed in grado di modificare molti aspetti della vita sociale ed economica dei Paesi coinvolti.
Per questo motivo, l’O.M.S. ha identificato, già da alcuni decenni, il tema dell’invecchiamento attivo, o in salute, nella sua accezione bio-psico-sociale, come una delle grandi sfide di questo secolo, sicuramente uno dei traguardi importanti per la società, e ovviamente per tutte le persone che raggiungono la Terza e Quarta età.
Gli scienziati hanno adottato, già da tempo, un approccio globale al tema dell’invecchiamento positivo, definendolo come il risultato sinergico, congiunto, di più fattori: fisici (ad es. mantenimento dell’autonomia fisica per le attività domestiche e al di fuori della casa per passeggiare, viaggiare…), psicologici (ad es. mantenere una buona capacità di memoria, desiderio di apprendimento di nuove conoscenze, capacità di decisioni e di pianificazione), sociali (ad es. mantenere buoni legami sociali, partecipare alla vita della società dando un proprio contributo nell’ambito che si ritiene più adatto a sé, alle proprie qualità e valori). Numerosi sono i fattori quindi che concorrono a ridurre i rischi di disabilità, di declini; essi purtroppo non possono essere fermati totalmente, ma le ricerche ci dicono che è possibile rallentarli, se però le persone si attivano per prevenirli.
Sappiamo che ci sono, e sono garantiti nella loro efficacia, diversi training, di memoria, attività per mantenere una buona salute fisica attraverso l’esercizio e l’adozione di uno stile alimentare sano, come quello della Dieta Mediterranea.
La società attuale, d’altro canto, richiede la presenza di numerose competenze in modo più ampio rispetto a tempi passati e non così lontani: si pensi ad es. alla rivoluzione digitale ed alle sue opportunità (ma anche ai suoi rischi, come il dilagare delle fake news), alle opportunità di viaggiare, alle attività che possono essere svolte oltre l’età della pensione.
Per rispondere all’esigenza di sviluppo, anche nella Terza e Quarta età, di queste competenze, ho preso in considerazione il Modello Life Skills Education che l’O.M.S. elaborò alla fine degli anni Novanta del secolo scorso, ritenendolo una prospettiva interessante anche per età ben diverse rispetto a quelle per le quali era stato pensato, ossia l’infanzia e l’adolescenza. Erano ritenute infatti le due età di vita dove era massimo lo sviluppo dell’individuo, e, in modo lungimirante, l’O.M.S. ritenne che la complessità sociale richiedesse ai cittadini “in evoluzione” un insieme di competenze per poter inserirsi positivamente nella società stessa, riducendo rischi di disagio e sofferenza psichica. Gli scienziati però hanno riconosciuto, attraverso l’approccio all’Arco di Vita, e con gli studi longitudinali, che l’evoluzione non si ferma a quelle prime età, ma prosegue fino alla fine, ben addentro l’età anziana.
Le Life Skills (Competenze per la Vita) individuate dall’O.M.S. sono dieci, ed appartengono agli ambiti cognitivo (Pensiero Critico, Decision Making, Pensiero Creativo; Risoluzione dei problemi); sociale (Relazioni Sociali, Comunicazione Efficace, Empatia); emozionale-affettivo (Autoconsapevolezza, Gestione dello Stress, Emozioni).
E’ possibile pensare a queste Skills come importanti anche in età lontane dall’infanzia e dall’adolescenza per ridurre i rischi di declino, di sofferenze e isolamento?
Se sì, attraverso quali metodi, quali modelli di intervento?
Il libro “Life Skills Education in età anziana” (edito per Franco Angeli, 2025) costituisce il primo tentativo di “traduzione” di questo Modello, molto noto nell’età evolutiva, per l’età anziana. Dopo un’introduzione al tema generale dell’invecchiamento e dei modelli recenti elaborati dalle scienze psicologiche e psicosociali, incluso l’approccio alle capacitazioni del Premio Nobel A. Sen, il libro approfondisce quattro Life Skills: Autoconsapevolezza, Pensiero Critico, Comunicazione Efficace, Pensiero Creativo, cercando di vederne l’importanza in età anziana attraverso l’aumento della competenza ed i suoi effetti nei diversi ambiti di vita (si parla infatti, in alcuni approcci recentissimi, di invecchiamento competente, anzichè positivo). Ad esempio, l’Autoconsapevolezza, Skill che indica la conoscenza di sé, delle proprie caratteristiche, qualità e limiti, può aiutare la persona anziana a trovare ambienti adatti a queste sue specifiche caratteristiche, dove meglio esprimere le proprie competenze. L’incontro individuo-ambiente è importante per il benessere psicologico e la produttività, la creatività, il benessere relazionale. Trovare gli “ambienti adatti” è requisito importante per il nostro benessere psicologico e sociale, per una buona soddisfazione e per dare il meglio di sé.
La Life Skill Comunicazione Efficace rappresenta una risorsa ad ogni età. Saper comunicare con efficacia, saper risolvere un conflitto interpersonale in modo da non rompere una relazione di amicizia, oppure saper porre fine ad essa nel modo più costruttivo possibile, saper creare un buon clima in un gruppo di volontariato, sono tutti esempi che confermano la rilevanza di questa Life Skill anche in età anziana, età dove, purtroppo, sono più frequenti le perdite, dovute ai limiti d’età. Saper comunicare, e alcuni dati di ricerca ci dicono che l’efficacia e competenza comunicative con il passare dell’età possono declinare, è imprescindibile per tutte le relazioni umane, familiari ed extrafamiliari.
Come potenziare queste e le altre Life Skills oggetto del libro?
Il libro propone, per gli esperti psicologi, medici e formatori-educatori, un insieme di esercizi utili e di efficacia evidenziata dalla statistica, come i lettori potranno verificare, assieme ad alcuni strumenti di valutazione delle competenze prima delle attività da svolgere in gruppo, e successivamente, per poter valutare i cambiamenti.
Ma il libro può essere letto anche da persone non specialiste, che potranno trovare alcuni spunti di riflessione sulle proprie Skills e, perchè no, poi decidere di aumentarle attraverso la frequentazione di progetti che vengono suggeriti nel libro.
Manuela Zambianchi