Barriere architettoniche

Barriere architettoniche: l’appello di Fondazione Longevitas su La Repubblica


Un nuovo appello: la lettera aperta della Fondazione Longevitas su La Repubblica dedicata alle misure previste dal nuovo Decreto Legislativo 39 del 29 marzo 2024, pubblicato sulla Gazzetta Ufficialeche limita fortemente l’abbattimento delle barriere architettoniche, mettendo a rischio la possibilità di autonomia e la realizzazione di una vita serena e in salute delle persone più anziane e con disabilità.

Sono centinaia di migliaia, infatti, le persone che in Italia vivono prigioniere in casa, condannate ad arresti domiciliari senza aver commesso alcun reato. Sono le persone più anziane e disabili, che si ritrovano segregate in casa propria a causa delle barriere architettoniche.

Due esempi: case e appartamenti in Italia senza ascensore

Secondo l’Ater di Roma, l’ente regionale che gestisce buona parte degli alloggi popolari della capitale, circa la metà degli appartamenti di sua proprietà è senza ascensore: 23.121 su un totale di circa 46mila. Barriere che non riguardano solo chi ha problemi motori, ma anche cardiopatici e persone con diverse altre patologie. Altro esempio: a Modena nove palazzi su dieci non hanno l’ascensore.

Inoltre, ci sono le barriere interne alle singole case, che condizioni di ridotta autonomia rendono invivibili.

Per lottare contro le barriere architettoniche la Fondazione Longevitas ha voluto riunire di nuovo attorno a sé le sigle più impegnate nella tutela dei diritti delle persone più anziane e diversamente abili, in particolare per portare all’attenzione dei decisori le preoccupazioni e perplessità riguardo alle recenti restrizioni introdotte dal Decreto Legislativo 39 del 29 marzo 2024.

Il provvedimento legislativo e le misure restrittive

Questo provvedimento rischia di minare gravemente il diritto alla mobilità, la qualità della vita e l’autonomia di un vasto numero di individui non autosufficienti e di persone più anziane che hanno bisogno di ausili e supporti per vivere in autonomia la propria abitazione.

Il nostro sistema va nella direzione di curare le persone a casa loro, riconoscendo il valore centrale dell’autonomia personale anche nella vita longeva. Eppure, il decreto in questione va nella direzione opposta, eliminando per tutti gli interventi volti all’abbattimento delle barriere architettoniche, la possibilità di usufruire dello sconto in fattura e della cessione del credito fiscale. Il Governo, con questo nuovo decreto, ha eliminato, infatti, la possibilità dello sconto in fattura anche per quelle residue tipologie di contribuenti che erano state risparmiate dal precedente taglio di dicembre 2023 (Disabili gravi, condomini e redditi inferiori a 15.000€).

Una decisione che riporta indietro il Paese, colpendo le persone più anziane e diversamente abili, le loro famiglie, i caregiver, allontanandoci da una prospettiva in cui l’abitazione possa essere centro delle cure e di una vita il più possibile attiva e di qualità. Per molte persone con problemi motori, infatti, la presenza di barriere architettoniche rappresenta un ostacolo insormontabile alla realizzazione di una vita dignitosa, all’autonomia, al mantenimento di una vita sociale alla possibilità anche solo di muoversi indipendente all’interno delle proprie abitazioni.

Oggi la lettera aperta è stata pubblicata anche su Repubblica, sottoscritta da un ricco network di Associazioni.

Leggi anche: Barriere Architettoniche: la lettera aperta al Corriere della Sera della Fondazione Longevitas

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