Settimana dell’Herpes Zoster: l’importanza di sensibilizzare le persone sul Fuoco di Sant’Antonio

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Si è conclusa domenica la campagna, condotta da GSK in collaborazione con IFA (Federazione Internazionale sull’Invecchiamento) sull’Herpes Zoster, con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza e affrontare la mancanza di conoscenze sui rischi e sull’impatto della patologia.

L’ Herpes Zoster, il Fuoco di Sant’Antonio, è una malattia infettiva scatenata dalla riattivazione del virus che causa la varicella: tutte le persone che hanno avuto la varicella sono potenzialmente a rischio di svilupparlo.
Questa malattia, tanto comune quanto poco nota, viene spesso sottovalutata benché i sintomi e le complicanze possano compromettere la qualità di vita.

Non c’è una consapevolezza in materia, tanto che un italiano su cinque è convinto che l’Herpes zoster sia una patologia contagiosa. Questa non è l’unica informazione errata diffusa tra le persone: il fuoco di Sant’Antonio viene considerato da tanti un rischio remoto per la salute.  Invece, come dichiara Francesco Vitale, professore ordinario di Igiene all’Università di Palermo, durante la settimana globale di sensibilizzazione “Shingles Awarness Week: Questa patologia rappresenta una minaccia per il soggetto adulto e può essere pericoloso per i pazienti fragili e ancora di più per quelli immunocompromessi”,

Il sondaggio GSK

Per la seconda edizione della manifestazione, quest’anno GSK ha condotto un sondaggio per valutare quanto gli italiani siano correttamente informati sull’Herpes Zoster, sui rischi e, soprattutto, sull’importanza della vaccinazione.

Sono state intervistate 3.500 persone dai 50 anni in su che vivono in 12 diversi Paesi. Sull’utilità della vaccinazione la popolazione risulta informata: il 76% dei partecipanti al sondaggio pensa che vaccinarsi sia il modo migliore per prevenire il fuoco di Sant’Antonio. “La vaccinazione per l’Herpes zoster è prevista nel Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale e inserita nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). È gratuita, sicura e raccomandata nelle persone con 65 anni di età o negli individui a rischio, anche se più giovani”, afferma il professore Vitale.

“Accendi le tue passioni, non farti fermare dal Fuoco di Sant’Antonio”

Questo il tema scelto per questa seconda edizione della “Shingles Awareness Week”, per sottolineare come la patologia, che colpisce in particolare gli anziani e le persone fragili, possa compromettere la vita quotidiana, perché dolorosa e invalidante.

Il virus che causa l’Herpes Zoster è il virus della varicella-zoster, lo stesso che causa la varicella. Oltre il 90% degli adulti sopra i 50 anni ha già contratto il virus e 1 adulto su 3 svilupperà l’Herpes Zoster nel corso della sua vita, si legge sull’approfondimento di JSK. Ecco perché è importante essere consapevoli dei possibili rischi e confrontarsi con il proprio medico per conoscere quali strumenti di prevenzione sono oggi disponibili e cosa si può fare per ridurre il rischio di sviluppare il “Fuoco di Sant’Antonio”.

“Oggi è a disposizione un vaccino che consente di prevenire questa patologia, che può avere un profondo impatto sulla vita delle persone e delle loro famiglie – sottolinea Sara De Grazia, responsabile medico scientifico GSK area vaccini -. Per questo, è importante che la popolazione adulta e in particolare i soggetti fragili e a rischio si rivolgano al proprio medico di fiducia per avere indicazioni su come riconoscere, comprendere e ridurre il rischio di sviluppare questa malattia debilitante”.

La Fondazione Longevitas, l’importanza dell’informazione e il convegno dedicato in programma a maggio

Come essere informati sulla patologia e sulle opportunità di protezione? “L’indagine Ipsos, per il sondaggio JSK, mostra come siano pochi anche coloro che si rivolgono al proprio medico di fiducia per approfondire la conoscenza dell’Herpes Zoster e conoscere quelli che possono essere gli strumenti di prevenzione disponibili. Secondo l’indagine solo il 26% ne ha parlato col proprio clinico mentre, fra i pazienti che soffrono di altre comorbilità e che sono immunodepressi per altre condizioni, il dato sale al 30%. Su una cosa concordano tutti gli intervistati: per il 65% del campione dovrebbe essere lo stesso medico ad iniziare la discussione sul “Fuoco di Sant’Antonio” con il proprio paziente.”

Promuovere la vaccinazione tra gli adulti è essenziale per garantire una popolazione più sana e attiva, con una conseguente riduzione della pressione sui servizi sanitari. E investire nella salute preventiva è un investimento nel futuro sostenibile della nostra società sempre più longeva.
Ecco perché, per sottolineare questa rilevanza e per informare l’opinione pubblica, la Fondazione Longevitas ha aderito al progetto di sensibilizzazione e promuoverà il convegno “L’importanza della prevenzione vaccinale nelladulto: lesempio del vaccino contro lHerpes Zoster”, in programma il prossimo 17 maggio presso la Sala Gonfalone della Regione Lombardia.

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