Udito e screening gratuiti per la prevenzione

Conosciamo l’importanza dell’udito? Screening gratuiti nei centri anziani d’Italia con la Fondazione Longevitas

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Secondo gli esperti dell’OMS circa il 5% della popolazione mondiale convive con una perdita uditiva e le stime prevedono che, entro il 2050, circa una persona su quattro sperimenterà una forma di diminuzione dell’udito. Negli ultimi anni l’allarme maggiore riguarda la sempre crescente esposizione al rumore, soprattutto negli ambienti ricreativi. Pensiamo ai volumi altissimi dei concerti, occasioni di grande svago e interesse culturale, ma luoghi in cui – anche in giovane età – bisognerebbe prestare attenzione a proteggere le proprie orecchie. I dati hanno portato l’OMS a prevedere che, a causa di abitudini di ascolto non sicure, oltre un miliardo di giovani nel mondo potrebbe essere a rischio di perdita dell’udito.

Da qui l’importanza di integrare la cura dell’udito nell’ambito delle cure primarie, come componente essenziale della copertura sanitaria universale.

La campagna di screening gratuiti per la prevenzione e l’udito

In occasione della Festa dei Nonni 2023, che si celebra il 2 ottobre, e durante tutto il mese, la Fondazione Longevitas promuove nei centri anziani di Roma e Napoli una campagna di screening per l’udito dove si terranno 15 incontri sull’importanza del benessere uditivo, accompagnati da screening gratuiti da parte di audioprotesisti.

In Italia una persona su tre con più di 65 anni soffre di ipoacusia, un problema che incide in modo importante sulla qualità della vita, in termini di riduzione delle relazioni sociali e anche di declino cognitivo. A risentirne sono lo sviluppo del linguaggio e il benessere psicofisico. I risultati di un test trial svolto da Frank Lin della Johns Hopkins University School of Medicine di Baltimora hanno mostrato e sottolineato l’importanza  di trattare la perdita dell’udito nelle popolazioni più anziane come potenziale modo per ridurre l’onere globale della demenza.

I risultati, ottenuti da un campione rappresentativo della popolazione americana di oltre 2.400 anziani, sono coerenti con studi precedenti che dimostrano che la perdita dell’udito può essere un fattore che contribuisce al rischio di demenza e che il trattamento della perdita dell’udito con attività di prevenzione può ridurne il rischio.

“Questo studio perfeziona quanto abbiamo osservato sul legame tra ipoacusia e demenza e sostiene l’azione della sanità pubblica per migliorare l’accesso alle cure dell’udito”, afferma l’autrice principale Alison Huang, PhD, MPH, ricercatrice senior associata presso il Dipartimento di Epidemiologia della Bloomberg School e presso il Cochlear Center for Hearing and Public Health, sempre della Bloomberg School.

La situazione in Italia

Eppure, nonostante tutte le evidenze scientifiche oggi disponibili, in Italia, solo il 31% della popolazione ha effettuato un controllo dell’udito negli ultimi 5 anni, mentre il 54% non l’ha mai fatto. Tra le conseguenze, oltre a quelle di carattere fisiologico, vi è l’impatto economico e sociale sui singoli individui e sulla comunità che può risultare molto pesante. Gli Over 65 soggetti a ipoacusia sono meno portati a vivere dimensioni dinamiche di vita, di consumi e soprattutto di rapporti intergenerazionali.

I problemi dell’udito incidono sui rapporti tra nonni e nipoti che – come spiegano i pediatri – sono un vero e proprio elisir di vita per entrambi. Le passeggiate, le visite a casa dei nonni, i compiti da svolgere insieme sono attività di grande rilevanza per lo sviluppo della socialità e del legame tra radici e futuro. 

Altro tassello del mosaico delle relazioni è proprio il dialogo che viene molto penalizzato in caso di ipoacusia o ancor peggio sordità.

Ecco perché prendere parte a un semplice screening ed esame del tono audiometrico può essere sinonimo di prevenzione dalle forme di perdita di equilibrio cognitivo e impoverimento delle relazioni sociali.

Il progetto degli screening, promosso dalla Fondazione Longevitas, è realizzato a Napoli in collaborazione con Otovox e a Roma in collaborazione con Audin.

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