Difendersi è prendersi cura: tutto ciò che c’è da sapere su tre vaccinazioni chiave nell’adulto
Lo pneumococco è un batterio molto diffuso che può provocare una vasta gamma di infezioni, alcune delle quali anche gravi. Colpisce soprattutto i bambini piccoli, gli anziani e le persone con fragilità o malattie croniche, ma può interessare chiunque, in particolare nei mesi invernali.
Questo batterio, noto scientificamente come Streptococcus pneumoniae, è spesso presente nel naso e nella gola di molte persone sane, che possono essere portatrici asintomatiche. Tuttavia, in determinate condizioni, può diventare patogeno e causare infezioni anche molto serie, definite “malattie pneumococciche invasive”. Tra queste rientrano otiti medie acute – soprattutto nei bambini – sinusiti, bronchiti, polmoniti, meningiti e sepsi. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, le malattie pneumococciche rappresentano una delle principali cause di morte prevenibile tramite vaccinazione, soprattutto nei Paesi a reddito medio-alto come l’Italia, dove colpiscono in modo significativo la popolazione anziana.
Alcune categorie di persone sono particolarmente vulnerabili alle infezioni da pneumococco. In particolare, sono a rischio coloro che hanno superato i 65 anni di età, i bambini sotto i cinque anni, le persone affette da patologie croniche come cardiopatie, diabete, broncopneumopatia cronica ostruttiva, insufficienza renale o epatopatie, ma anche i soggetti immunodepressi, i fumatori, gli alcolisti e chi vive in comunità come case di riposo o RSA.
Per tutte queste persone, la vaccinazione rappresenta la misura di prevenzione più efficace. In Piemonte, ad esempio, la vaccinazione è offerta gratuitamente alle persone con un rischio aumentato di infezione da pneumococco e a tutti i cittadini che abbiano compiuto 65 anni.
Un’altra minaccia prevenibile ma spesso sottovalutata è l’Herpes Zoster, conosciuto anche come Fuoco di Sant’Antonio. Si tratta di una malattia che può colpire chiunque abbia avuto la varicella, con un’incidenza che cresce dopo i 50 anni e che può interessare fino a una persona su due oltre gli 85 anni. Nonostante questo, molti adulti italiani non conoscono i rischi reali legati a questa patologia, nemmeno tra chi ha condizioni croniche che aumentano la probabilità di svilupparla, come il diabete, le malattie cardiovascolari, quelle respiratorie, le patologie reumatologiche o stati di immunodepressione.
Si stima che circa il 40,5% degli italiani sia affetto da almeno una malattia cronica, e che gli over 75 convivano quasi sempre con una o due patologie. Entro il 2028, i pazienti cronici in Italia potrebbero superare i 25 milioni, di cui 14 milioni saranno multi-cronici. In questo scenario, la vaccinazione contro l’Herpes Zoster si conferma uno strumento fondamentale per tutelare la salute individuale e collettiva, e per contenere i costi sanitari. Il vaccino, sicuro ed efficace fino all’89% anche a distanza di dieci anni, è raccomandato in età adulta soprattutto per prevenire la nevralgia post-erpetica, una delle complicanze più dolorose e difficili da trattare.
Un ulteriore pilastro della prevenzione per l’adulto e l’anziano è la vaccinazione antinfluenzale. L’influenza stagionale non è affatto una malattia banale: ogni anno in Italia provoca migliaia di ricoveri e decessi, in particolare tra gli over 65 e le persone con patologie croniche. Può aggravare condizioni preesistenti come scompenso cardiaco, broncopneumopatia, diabete, e nei casi più gravi causare complicanze polmonari anche fatali.
In Regione Piemonte, la vaccinazione è fortemente raccomandata ed è offerta gratuitamente dal medico curante, dal farmacista o dal centro vaccinale della ASL ai seguenti gruppi:
Le persone di età pari o superiore a 60 anni; tutti i soggetti, a partire dai 6 mesi di età, affetti da patologie che aumentano il rischio di complicanze da influenza; i bambini da 6 mesi a 6 anni compiuti; le donne in gravidanza e nel periodo postpartum; i familiari e i contatti stretti di soggetti ad alto rischio di complicanze; le persone di qualunque età ricoverate presso strutture per lungodegenti; il personale sanitario e sociosanitario; le categorie socialmente utili, come Forze dell’Ordine e Vigili del Fuoco; il personale che per motivi professionali è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di virus influenzali non umani, come allevatori, veterinari, macellatori; infine, i donatori di sangue.
Anche chi non rientra in queste categorie può richiedere la vaccinazione, facendosi carico del costo del vaccino e della sua somministrazione, rivolgendosi al proprio medico curante o alle farmacie aderenti alla campagna.
Vaccinarsi è un atto semplice, sicuro ed efficace per tutelare sé stessi e proteggere le persone più fragili. In un contesto in cui l’età media della popolazione aumenta e le condizioni croniche sono sempre più diffuse, la vaccinazione rappresenta una strategia fondamentale di sanità pubblica e di equità.
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