Gli anziani e il grande caldo. Come affrontarlo? L’intervista a Stefano Carugo
Arrivano i mesi del grande caldo, gli anti-cicloni, i cambi improvvisi di temperatura, l’innalzamento dei livelli di umidità. A soffrirne sono tutti, anche le persone che fanno sport e attività motoria, ma i più colpiti sono soprattutto le persone che soffrono di ipertensione, malattie cardiologiche e cardio-vascolari e gli anziani. In particolare i più fragili, che rimangono chiusi in casa, che soffrono la solitudine.
Ne abbiamo parlato con il Professore Stefano Carugo, Direttore del Dipartimento di Cardiologia e del Centro di Ipertesi del Policlinico di Milano e membro del CdA della Fondazione Longevitas, che infatti sottolinea: “E’ spesso la solitudine una delle cause della sofferenza e dei decessi degli anziani in condizioni critiche come quelle dovute al grande caldo estivo”.
Perché le condizioni del caldo estivo sono così critiche per gli anziani? “Perché gli anziani – con l’avanzare dell’età – oltre a infragilirsi, ” tendono a perdere grasso e liquidi. E a bere di meno. Con il caldo, oltre alla vasodilatazione naturale, i vasi sanguigni si dilatano maggiormente, la pressione scende e si innesca un fenomeno diuretico naturale, provocato dalla sudorazione che fa perdere liquidi.”
La regolazione della temperatura cutanea, attraverso la produzione di sudore può essere inoltre poco efficiente, e l’assunzione di acqua inadeguata. Molte persone anziane non avvertono o avvertono poco il senso di sete. “E hanno una differente percezione della temperatura; non è un caso che, negli anni, diventino più freddolosi”. In condizioni di grande caldo, con l’organismo che si disidrata, può accadere che il corpo raggiunga una temperatura molto elevata. Dunque maggiore diventa il rischio di sviluppare disturbi pressori e cardiopatie. E’ un dato clinico oggettivo che il maggior numero di ricoveri in ospedale sia dovuto a patologie cardiologiche e cardio-vascolari e sia in aumento in proporzione all’aumentare del caldo estivo.
Fondamentale diventa quindi adottare provvedimenti per proteggere la salute delle persone a rischio, soprattutto gli anziani. Accorgimenti che riguardano l’ambiente in cui si vive, le abitudini di vita e la cura del sé.
Le precauzioni e i consigli per affrontare le ondate di calore.
Idratarsi, non uscire nelle ore più calde, prediligere ambienti freschi, possibilmente fuori dalle grandi città sono alcune delle misure che è importante adottare e offrire alle persone anziane: “In estate i familiari farebbero bene a non lasciare gli anziani in condizione di abbandono domestico, ma, quando possibile, portarli fuori dalle grandi città. A Milano, Torino, non è come stare sul Lago d’Orta. Durante i mesi del grande caldo, poter soggiornare in luoghi naturali a arieggiati dove godere con calma del respiro e dell’aria, è la miglior cura.”
Se andare fuori porta non è possibile, una prassi utile è di abitare luoghi climatizzati o di posizionare in casa ventilatori che possano rinfrescare l’aria e consentirne il ricambio.
La presenza di amici, familiari e badanti è un accorgimento determinante per evitare che gli anziani si sentano spaventati e soli. Occorre fare in modo che non restino e non si sentano soli, che l’abbandono venga colmato dalla presenza di persone che possano assistere e rispondere ai “semplici bisogni che gli anziani manifestano. Talvolta basta chiedere ‘come sta, come si sente’? per trovare una risposta e offrire aiuto”.
Anche la presenza del medico di famiglia può essere molto importante per offrire assistenza e monitoraggio, per i consigli che può dare alla famiglia e per la vicinanza che può manifestare alla persona anziana sola. Il medico di base inoltre è un supporto per incrementare “la consapevolezza della propria situazione clinica, non sottovalutando mai i primi campanelli di allarme che si avvertono. Ad esempio è importante che i pazienti con ipertensione controllino i propri parametri con più costanza quando arriva il grande caldo, per evitare che i valori della pressione si abbassino eccessivamente anche a causa delle terapie che assumono”.
Tra i consigli utili, rientrano i servizi: le sentinelle telefoniche che sono attive in diversi Comuni italiani ne sono un esempio. “Assistenza domiciliare e sostegno telefonico sono un supporto per le persone anziane che manifestano sofferenze soprattutto in condizioni di solitudine, il fattore principale che aumenta le fragilità” precisa il Prof. Carugo. Così come il monitoraggio durante i giorni con le temperature più elevate e l’accompagnamento quotidiano nelle attività esterne, evitando di uscire nelle ore più calde.
Oltre a consigli di natura medica e scientifica, dall’eminente voce del Prof. Carugo, resta – anche a suo avviso – quello principale della prospettiva umana e relazionale: meno, i nonni, gli zii, gli anziani vengono lasciati soli, minore è il rischio di perderli.
Leggi anche Focus: Longevità, scienza medica e qualità della vita
