DDL anziani: ecco cosa prevede
La Legge delega sul sostegno degli anziani è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 30 marzo 2023 ed è entrata in vigore il 31 marzo 2023. La legge introduce una nuova organizzazione assistenziale per le persone anziane, specialmente quelle non autosufficienti, in attuazione del PNRR. Tra le novità introdotte, la legge prevede l’indennità unica universale anziani, il potenziamento del personale d’assistenza e tutele rinforzate per i caregiver.
La legge delega è un testo normativo con cui il Parlamento attribuisce al Governo la facoltà di disciplinare una materia, in questo caso quella inerente all’assistenza agli anziani, tramite uno o più Decreti Legislativi. L’obiettivo della legge è rendere adeguato il sistema di cura per la popolazione anziana, prevedendo politiche in favore delle persone anziane, in attuazione delle missioni 5 e 6 del PNRR in materia di assistenza agli anziani non autosufficienti.
Il DDL prevede una serie di punti, tra cui l’obiettivo di invecchiamento attivo, che incentiva la dignità e l’autonomia delle persone anziane e la prevenzione della fragilità nella popolazione anziana. In particolare, si prevede l’avvio di azioni per garantire un facile accesso ai servizi sanitari e sociali, lo sviluppo di contesti urbani e piccoli centri che prevedano abitazioni adeguate, il rafforzamento dell’assistenza domiciliare, l’accesso alla mobilità, luoghi di socializzazione e la solidarietà tra le generazioni, e il contrasto alle forme improprie di istituzionalizzazione.
Prevista nel testo anche l’introduzione, su base volontaria, in via progressiva e sperimentale, di un’indennità unica universale anziani, chiamata anche “prestazione universale per la non autosufficienza”. Tale prestazione riorganizza tutti gli aiuti rivolti agli anziani nell’ottica di riequilibrare il sistema degli interventi tra erogazioni monetarie e offerta di servizi, ferma restando la disciplina attuale dell’indennità di accompagnamento.
Inoltre, viene istituito il Comitato interministeriale per le politiche in favore della popolazione anziana (CIPA) presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, con il compito di promuovere il coordinamento e la programmazione integrata delle politiche nazionali in favore delle persone anziane, con particolare riguardo alle politiche per la presa in carico delle fragilità e della non autosufficienza. Il presidente del Consiglio o il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali presiederanno l’organismo. I ministri del Lavoro, della Salute, per la Famiglia, la Natalità e le Pari opportunità, per le Disabilità, per gli Affari regionali e le autonomie, dell’Economia o loro delegati faranno parte del comitato. Anche i ministri eventualmente coinvolti nelle questioni trattate dai provvedimenti parteciperanno.
Il CIPA dovrà adottare ogni tre anni, con aggiornamento annuale, il “Piano nazionale per l’invecchiamento attivo, l’inclusione sociale e la prevenzione delle fragilità nella popolazione anziana” e il “Piano nazionale per l’assistenza e la cura della fragilità e della non autosufficienza nella popolazione anziana”. I piani nazionali serviranno come base per l’adozione dei corrispondenti piani regionali e locali.
Il comitato avrà anche il compito di promuovere l’armonizzazione dei livelli essenziali delle prestazioni (Leps) rivolti alle persone anziane non autosufficienti e dei relativi obiettivi di servizio, con i livelli essenziali di assistenza sanitaria (Lea). Inoltre, dovrà integrare i sistemi informativi di tutti i soggetti competenti nella valutazione e nell’erogazione dei servizi e degli interventi a livello statale e territoriale. Infine, il CIPA dovrà adottare un sistema di monitoraggio nazionale per la rilevazione continuativa delle attività svolte e dei servizi e delle prestazioni resi.
I decreti dovranno essere emessi entro 12 mesi dalla revisione in Parlamento e non oltre il 31 marzo 2024, e a quel punto tutte le novità introdotte saranno pienamente operative. La legge delega per il sostegno degli anziani è stata approvata dall’attuale Governo nel Consiglio dei Ministri del 19 gennaio 2023, dopo un iter che era già stato avviato dal precedente Esecutivo.
