Vaccinazioni nella terza età: perché proteggersi per restare attivi

Vaccinazioni nella terza età: perché proteggersi per restare attivi

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In una società che invecchia, la prevenzione sanitaria – e in particolare le vaccinazioni – rappresenta uno dei pilastri principali per garantire benessere, autonomia e partecipazione sociale negli anziani. Eppure, i numeri mostrano che la copertura vaccinale resta ben al di sotto degli obiettivi raccomandati.

Chi si vaccina — e chi no

Secondo i dati più recenti, nella stagione 2024/2025 la copertura vaccinale contro l’influenza nella popolazione generale è circa del 19,6%.
Tra gli over 65, che rappresentano uno dei gruppi a più alto rischio, solo il 52,5% si è vaccinato contro l’influenza, nonostante il target minimo fissato dall’OMS sia del 75% per questa fascia d’età.

Quando poi si osserva la copertura del vaccino contro l’Herpes zoster, la situazione appare ancora più critica: uno studio nazionale recente stima che solo il 9,6% delle persone nella fascia target abbia ricevuto il vaccino. Alcune campagne locali, come una condotta nel 2023 su una coorte specifica, registrano un’adesione di circa 13,5%. Numeri troppo bassi rispetto all’importanza della prevenzione di questa patologia.

Disinformazione e false credenze: un ostacolo ancora forte

La disinformazione è uno dei fattori principali che ostacolano l’adesione ai programmi vaccinali. Tra le convinzioni errate più diffuse troviamo:

  • “I vaccini fanno male agli anziani” — In realtà i vaccini raccomandati per adulti e anziani vengono autorizzati solo dopo studi rigorosi che ne confermano sicurezza ed efficacia. Le reazioni più comuni sono lievi e temporanee, mentre la protezione contro malattie potenzialmente gravi è reale e documentata.
  • “Se ho già avuto la varicella, non rischio nulla” — Il virus della varicella resta latente nell’organismo per tutta la vita e con l’avanzare dell’età può riattivarsi causando l’Herpes zoster, chiamato anche  “Fuoco di Sant’Antonio”. Si tratta di un’eruzione dolorosa che interessa un’area della pelle lungo il decorso di un nervo e può provocare complicanze significative, come la nevralgia post-erpetica. Il vaccino serve proprio a ridurre drasticamente questo rischio.
  • “Le malattie non sono così pericolose” — In età avanzata infezioni come influenza o Herpes zoster possono determinare ricoveri, dolore cronico, peggioramento di malattie preesistenti e perdita dell’autonomia.

Contrastare queste convinzioni con informazioni scientificamente affidabili è essenziale per proteggere la salute degli anziani.

Vivere meglio grazie alla prevenzione

Vaccinarsi significa dare un contributo concreto alla propria qualità di vita. Prevenire infezioni come l’influenza o l’Herpes zoster permette di evitare complicanze che possono compromettere la mobilità, l’indipendenza e la capacità di svolgere le attività quotidiane. Questo si traduce nella possibilità di continuare a frequentare i centri anziani, coltivare relazioni, partecipare a iniziative sociali e rimanere parte attiva della comunità. Mantenere una buona salute non riguarda solo l’assenza di malattia, ma anche la preservazione della propria autonomia e del proprio ruolo nella vita sociale. Per questo la prevenzione è particolarmente preziosa per gli over 65: non solo protegge, ma sostiene concretamente uno stile di vita sano, dinamico e pieno.

 

Un impegno che porta benefici reali

I dati mostrano chiaramente un margine di miglioramento importante nelle coperture vaccinali degli anziani, soprattutto per l’Herpes zoster. Portare la vaccinazione direttamente nei centri per anziani, offrendo informazioni chiare e accessibili e favorendo un clima di fiducia, è una strategia che può fare la differenza. La prevenzione non è un gesto individuale: è un investimento sulla salute della comunità, e in particolare sulla possibilità per gli over 65 di vivere una vita attiva e di qualità.

Con il contributo non condizionato di GSK e A casa tua

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