“Vecchiaia e salute cognitiva”: il libro curato dal Professore Marco Trabucchi

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Ieri, 26 giugno, nella sala Tevere della Regione Lazio, si è tenuta la presentazione del libro “Vecchiaia e salute cognitiva”, curato dal professor Marco Trabucchi, edito da Il Mulino, un’iniziativa promossa dalla Fondazione Longevitas in collaborazione con Apertamente srl e con il contributo non condizionato di Biodemia.

La salute cognitiva nell’invecchiamento, gli aspetti clinici, i fattori determinanti e il ruolo della genetica, l’importanza degli stili di vita sono stati alcuni dei temi al centro del volume, “Vecchiaia e salute cognitiva. Un impegno umano, clinico e sociale”. Un’importante occasione per riflettere sui temi della salute cognitiva delle persone e di quell’insieme complesso di fattori, soprattutto psico-sociali, che concorrono a determinarla.

L’invecchiamento fisico e cerebrale è un processo complesso.

L’invecchiamento fisico e cerebrale è infatti un processo complesso, influenzato da fattori genetici, stili di vita e condizioni ambientali, « carico di interazioni e che va governato in modo coordinato, con un approccio che veda l’accompagnamento alla vecchiaia delle persone come un insieme non segmentabile di aspetti clinici, sociali e culturali”, come dichiara la Presidente della Fondazione Longevitas, Eleonora Selvi.

Il libro curato dal professor Trabucchi, con il contributo di eminenti esponenti del mondo medico-scientifico, esplora questo tema in maniera approfondita e multidimensionale, fornendo una guida che va oltre l’aspetto clinico per affrontare anche le implicazioni sociali e umane dell’invecchiamento e della salute cognitiva.

Trabucchi – Professore ordinario nella facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università di Roma Tor Vergata e Presidente della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria. Fondatore l’IRCCS sulle demenze di Brescia e direttore scientifico del Gruppo di Ricerca Geriatrica di Brescia –  parla di umanizzazione del postmoderno, sostenendo che scienza e innovazione devono servire la libertà, la dignità e il benessere delle persone. La prevenzione non deve essere banalizzata e i medici, come mediatori tra genetica e realtà, devono essere guidati da ottimismo ed empatia, senza alimentare false speranze.

L’invecchiamento: un fenomeno inarrestabile. Nel nostro paese, sono circa due milioni le persone con demenza o con una forma di declino cognitivo (Mild Cognitive Impairment, MCI) e circa quattro milioni sono i loro familiari. 

«L’invecchiamento della popolazione è un fenomeno che appare inarrestabile nel nostro paese, dichiara il Prof. Marco Trabucchi. In questo scenario è fondamentale che l’impegno comune, sul piano clinico, sociale e culturale, sia in grado di governare il sistema in modo che questo fenomeno non pesi sul singolo, con un carico di sofferenza, sul nucleo familiare, e allo stesso tempo sulla collettività. La medicina è in questo momento al servizio di una grande idea, cioè quella di fare in modo che gli anziani vivano sempre meglio e che il fenomeno dell’invecchiamento non danneggi la comunità, ma la migliori ».

All’evento hanno preso parte Eleonora Selvi, Presidente della Fondazione Longevitas, la Consigliera Marietta Tidei, la Direttrice dell’inclusione sociale della Regione Lazio Ornella Guglielmino, Diego De Leo, Presidente dell’Associazione Italiana di Psicogeriatria (AIP), e Gianmarco Rea, Segretario della Simg Regione Lazio.

Per approfondire, leggi anche il comunicato stampa.

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