Innovazione a servizio della longevità

Innovazione e longevità: oltre le blue zones

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Ci sono alcune regioni nel mondo in cui si riscontra una notevole concentrazione di individui che raggiungono i cento anni con una qualità di vita elevata. Queste regioni sono conosciute come “zone blu”, termine coniato dal demografo Poulain, che insieme all’epidemiologo Pes individuò alcune aree della Sardegna, tra l’Ogliastra e la Barbagia, oltre ad altre parti della Grecia e del Giappone, caratterizzate da una concentrazione particolarmente elevata di centenari. Secondo lo studio, in questi luoghi è possibile vivere oltre i cento anni in buona salute seguendo sette semplici regole: adottare uno stile di vita semplice, consumare alimenti locali, coltivare forti legami familiari e sociali, nutrire la propria spiritualità, mantenere un’attività fisica regolare, rispettare l’ambiente e avere sempre uno scopo nella vita.

Anche il resto del mondo ha compiuto progressi in termini di longevità.

Nonostante queste “zone blu” siano poche, il resto del mondo ha compiuto progressi significativi in termini di longevità. Secondo i dati Istat del 2020, in Italia attualmente viviamo in media dai 20 ai 30 anni in più rispetto ai nostri bisnonni: dai 50/60 anni di inizio del XX secolo, infatti, oggi si arriva a circa 81 anni di età media per gli uomini e 83,5 anni per le donne.

Il settore della longevità è uno spazio sempre più ampio nei contesti delle nostre vite e, per certi versi, è diventato un vero e proprio “mercato in crescita”, con ricercatori, aziende e startup che lavorano per offrire soluzioni innovative e nuovi approcci. Solo in Nord America, gli investimenti relativi alla materia della longevità sono stati valutati a 26,12 miliardi di dollari nel 2022 e si prevede che raggiungeranno i 44,92 miliardi di dollari entro il 2031.

Le innovazioni nel campo della longevità sono molte: la domotica e la tecnologia assistita nelle abitazioni hanno migliorato la vita degli anziani, mentre le innovazioni urbane stanno contribuendo a creare ambienti più sostenibili, accessibili e sicuri per tutti. Due progetti ambiziosi su cui Nicola Palmarini, direttore dello UK National Innovation Centre for Ageing (NICA), e il suo team stanno lavorando sono Internet of Caring Things e City of Longevity. Il primo si concentra sulla raccolta di dati per individuare i fattori che influenzano il benessere in età avanzata, mentre il secondo si propone di sviluppare politiche per promuovere uno stile di vita più sano in tutte le fasce d’età, coinvolgendo infrastrutture urbane esistenti come i locali commerciali, i ristoranti e gli enti culturali.

Le innovazioni in ambito medico: medicina preventiva e telemedicina

La medicina ha fatto progressi significativi grazie alla tecnologia, con un’attenzione particolare agli anziani. La medicina preventiva personalizzata, basata sull’uso di dati genetici e biometrici, identifica precocemente i rischi per la salute, mentre l’uso dell’intelligenza artificiale migliora la diagnosi e il trattamento delle malattie.

La telemedicina offre numerosi vantaggi agli anziani, soprattutto considerando le sfide legate alla mobilità e alle distanze geografiche. Il monitoraggio remoto e le consulenze mediche contribuiscono a prevenire crisi di salute e ricoveri ospedalieri non necessari.  Obiettivi della telemedicina sono, tra gli altri, quelli di migliorare l’accesso alle cure, ridurre i tempi di attesa e fornire soluzioni di assistenza sanitaria più convenienti ed efficienti.

In sintesi, l’allungamento dell’aspettativa di vita è il risultato di una combinazione di fattori che includono miglioramenti socio-economici, migliori standard igienico-sanitari, migliori condizioni di vita e cambiamenti nello stile di vita. Grazie all’innovazione migliora la qualità della vita e una longevità più sana e piena di benessere.

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