La prevenzione vaccinale come leva per la longevità: il progetto di Fondazione Longevitas in Umbria
Fondazione Longevitas promuove un incontro in Umbria dedicato alla prevenzione vaccinale dell’adulto, che vede seduti allo stesso tavolo le istituzioni regionali, i rappresentanti della medicina generale e specialistica, il terzo settore e le farmacie del territorio. Un confronto che nasce da una convinzione semplice: la vaccinazione dell’adulto, dall’antinfluenzale all’antipneumococcica fino all’Herpes Zoster, è oggi una delle leve più concrete per un invecchiamento in salute, e per essere davvero efficace ha bisogno di una rete che metta insieme istituzioni, medici, farmacisti e associazioni. Per Fondazione Longevitas si tratta di un ulteriore passo nel percorso già avviato attraverso incontri con la Regione Lombardia e la Regione Lazio, e con le giornate territoriali di sensibilizzazione sulla prevenzione vaccinale che in Piemonte e nel Lazio hanno coinvolto le ASL e il terzo settore nella logica di promuovere la prossimità. Un lavoro che nasce dalla convinzione che i risultati migliori si ottengano lavorando insieme e valorizzando le reti di prossimità, la medicina generale e le farmacie dei servizi.
Perché investire oggi sulla prevenzione vaccinale dell’adulto
Il tema è tutt’altro che di nicchia. Come emerso di recente in diversi confronti tra esperti e istituzioni, la prevenzione vaccinale non riguarda solo la protezione individuale, ma incide direttamente sulla tenuta del sistema sanitario: ridurre le complicanze delle patologie prevenibili significa alleggerire il carico sugli ospedali e rendere più sostenibile la spesa pubblica nel medio periodo. È una logica che vale per tutte le fasi della vita, ma che assume un peso particolare quando si parla di popolazione adulta e anziana, la più esposta alle conseguenze di infezioni come l’influenza, lo pneumococco e l’Herpes Zoster.
Eppure, è proprio negli adulti e nei pazienti a rischio che le coperture vaccinali restano oggi più basse. Per questo motivo, nel dibattito pubblico si torna spesso su un punto: servono strumenti nuovi, anche digitali, per costruire una chiamata attiva realmente efficace, capace di raggiungere le persone giuste al momento giusto, invece di lasciare che l’adesione dipenda solo dall’iniziativa individuale del cittadino.
Il ruolo delle farmacie di prossimità
Un secondo tassello, sempre più centrale nel dibattito sanitario nazionale, riguarda le farmacie. Da presidio per il ritiro dei farmaci, le farmacie dei servizi si stanno trasformando in veri e propri punti di accesso alla prevenzione, soprattutto nelle aree dove raggiungere un centro vaccinale è più difficile. Per molte persone che vivono in zone periferiche o nelle aree interne, la farmacia sotto casa rappresenta spesso l’unico contatto reale con il sistema sanitario, ed è per questo che il suo coinvolgimento nella somministrazione dei vaccini dell’adulto viene sempre più indicato come una leva capace di aumentare davvero le coperture, non un tassello accessorio.
Le proposte di Fondazione Longevitas per rafforzare la copertura vaccinale
Anche alla luce di questi elementi, Fondazione Longevitas porta avanti, nel confronto con le istituzioni, una serie di idee su cui si sta costruendo un ragionamento condiviso. Un primo punto riguarda il rafforzamento della chiamata attiva, in coordinamento con le ASL, estendendola oltre alle vaccinazioni già consolidate anche all’anti-zoster e alle altre vaccinazioni raccomandate per la popolazione adulta e over 65. A questo si affianca l’idea di promuovere campagne di comunicazione istituzionale sulla vaccinazione dell’adulto, per aumentare la consapevolezza sui benefici delle vaccinazioni raccomandate e contrastare la disinformazione.
Un altro tassello riguarda l’organizzazione di open day vaccinali che coinvolgano ASL, terzo settore e associazioni di promozione sociale impegnate nella gestione dei centri sociali per anziani, costruendo un modello di welfare di comunità su cui la Fondazione sta già sperimentando con risultati positivi. Infine, un ultimo punto è la valorizzazione delle farmacie dei servizi come presidio di prossimità, estendendo gli accordi regionali anche alle altre vaccinazioni dell’adulto, con un’attenzione prioritaria alle aree interne.
Un percorso che continua
L’incontro in Umbria si inserisce quindi in una strategia più ampia che Fondazione Longevitas porta avanti da tempo su tutto il territorio nazionale, con l’obiettivo di rendere la prevenzione vaccinale dell’adulto sempre più vicina alle persone e sempre più capillare, anche nelle aree del Paese dove oggi l’accesso ai servizi è più difficile.
Con il contributo non condizionante di
