L’esperienza degli addetti: un capitale delle aziende

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 L’esperienza degli addetti: un capitale delle aziende

Di Francesco Morabito, consulente di direzione aziendale e esperto di sistemi associativi
Dirigenti, dipendenti, tecnici e altri addetti che operano nelle aziende sono ormai definiti HR, ovvero human resources, per sottolineare – con la parola risorse – che si tratta di una parte fondamentale e fondante del patrimonio di ogni azienda, in qualunque settore essa operi, dal manifatturiero ai servizi. Questo perché alla base di tale impostazione c’è il fatto che si tratta di uno dei modi per annettere e riconoscere valore al patrimonio di esperienza che ogni addetto porta con sé a qualunque livello operi. Non solo.
Il valore dell’esperienza degli addetti e dell’indispensabile continuità in ambito aziendale nel tempo si desume anche per altri aspetti: ne formano corollario l’anzianità del soggetto aziendale (“… dal 1910…”) fino all’iscrizione dell’impresa ad associazioni e registri di aziende storiche, dagli aggregati associativi di ex-dipendenti, agli attestati di benemerenza per anzianità aziendale, agli eventi periodici di celebrazione degli anniversari aziendali, etc.
Dunque la conservazione e la valorizzazione dell’esperienza come denominatore comune di tutto quanto sopra.
E tutto ciò senza nulla togliere alla parola d’ordine largo-ai-giovani, anzi nell’interesse delle successive generazioni di HR con l’obiettivo di travasare fra le diverse generazioni più know-how possibile. Non è poco, è un ottimo modo per fare formazione.
Dice in proposito Angelo Artale, segretario generale di FINCO-Federazione Industrie Impianti Servizi, “Attraverso la loro esperienza, i tecnici e i funzionari possono favorire la socializzazione e l’apprendimento continuo all’interno dell’organizzazione, creando un ambiente in cui ogni individuo possa essere valorizzato e diventare parte integrante del processo produttivo, cosa fondamentale in particolare nelle pmi.” “Inoltre, il loro ruolo, con riferimento al settore HR,  può risultare essenziale nel promuovere politiche di parità di genere, sostenendo lo sviluppo di iniziative volte a garantire pari opportunità”.
Certamente tutto questo ha un costo: trattenere il più a lungo possibile dipendenti “anziani”, magari come consulenti, è una voce di spesa che tuttavia – quando è possibile – deve essere considerata come un investimento, sulla base della considerazione per cui un meccanismo di formazione interna è sicuramente più mirato di qualunque acquisto di formazione sul mercato e dunque probabilmente anche più economico.
Ragionando come su un piano cartesiano, mentre su uno degli assi si deve mettere il valore dell’esperienza, ovvero un parametro qualitativo, sull’altro si deve porre il parametro quantitativo relativo all’aumento progressivo dell’aspettativa di vita media, e dunque della crescita della potenziale produttività degli addetti di una struttura aziendale.
Su quest’ultimo aspetto scrive Martin Wolf sul Financial Times a proposito del libro The Longevity Imperative di Andrew Scott, della London Business School: addetti che possono essere operativi largamente oltre l’età della pensione in base alle normative vigenti nei diversi paesi.
Continua Artale: L’accumulo di esperienza nel tempo non si limita a essere un mero indicatore di competenza tecnica consolidata, ma rappresenta anche una profonda possibilità di comprensione delle dinamiche umane e organizzative generazionali ed integra una collaborazione che può talvolta fare la differenza in termini di competitività.  Questo patrimonio di conoscenze e abilità può anche fungere da catalizzatore per abbattere le barriere”.
Del resto sulla base di rilievi statistici e di opportunità e urgenze di policy making è di questo periodo il dibattito su come e in quali termini porre mano alla normativa vigente in materia previdenziale a cominciare dall’elevazione dell’età pensionabile: già all’attualità il sistema mostra forti squilibri.

L’esperienza ha un forte valore economico per le aziende e per gli enti previdenziali

Sintetizzando, l’esperienza ha un forte valore economico sia per le aziende per le ragioni accennate, sia per i bilanci degli enti previdenziali che potrebbero ritardare l’erogazione dei trattamenti pensionistici ove gli addetti delle aziende rimanessero più a lungo in attività in forza di rapporti di lavoro dipendente o anche autonomo.

Nel contesto dinamico delle moderne realtà aziendali, l’esperienza e l’orientamento dei funzionari e dei tecnici assume un ruolo cruciale non solo per garantire il successo dell’impresa, ma anche per promuovere valori fondamentali quali l’empowerment delle giovani generazioni.

Attraverso la loro esperienza, i tecnici e i funzionari possono favorire la socializzazione e l’apprendimento continuo all’interno dell’organizzazione, creando un ambiente in cui ogni individuo possa essere valorizzato e diventare parte integrante del processo produttivo, cosa fondamentale in particolare nelle pmi.

Inoltre, il loro ruolo, con riferimento al settore HR,  può risultare essenziale nel promuovere politiche di parità di genere, sostenendo lo sviluppo di iniziative volte a garantire pari opportunità .

In un’ottica di miglioramento della qualità della vita a lungo termine, l’esperienza dei tecnici e dei funzionari può essere impiegata per sviluppare progetti di alfabetizzazione digitale  e/o finanziaria, promuovendo così l’inclusione anche digitale e la consapevolezza finanziaria.  Inoltre, la loro conoscenza può talvolta essere utilizzata anche nella progettazione di programmi di educazione sanitaria e prevenzione, finalizzati a garantire la salute e il benessere delle persone anziane nel tempo.

Per quanto riguarda le nuove generazioni, l’esperienza dei tecnici e dei funzionari rappresenta un’opportunità unica di apprendimento e crescita. Essi possono infatti coinvolgere i giovani nel tessuto aziendale, favorendo lo scambio intergenerazionale e contribuendo così alla coesione sociale e allo sviluppo dell’impresa.

Tale esperienza non solo è quindi determinante per il successo aziendale, ma può anche fungere da motore per il cambiamento sociale positivo all’interno dell’impresa. Investire nel loro sviluppo e riconoscere il loro valore è fondamentale per costruire un futuro più inclusivo, sostenibile e orientato al benessere di tutti oltre che ovviamente allo sviluppo industriale.

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