Invecchiamento e cura dell’ambiente: un binomio su cui lavorare
Come sarà l’evoluzione di natalità e invecchiamento nei prossimi 70 anni?
Un elemento di incertezza riguarda proprio la transizione dall’alta alla bassa natalità nei paesi in via di sviluppo, il secondo l’evoluzione dell’aspettativa di vita. Come ha spiegato al Jrc di Ispra, Fabrizio Natale, esperto di demografia, “le persone più anziane sono intrappolate in pattern di comportamento legati a emissioni più alte: in futuro, gli over 65 saranno responsabili di oltre il 40% delle emissioni”.
La silver economy avrà un forte impatto dal punto di vista climatico.
Diventa cruciale attivare un processo, in sinergia con l’Europa, di sensibilizzazione degli over 65 alla cura dell’ambiente. Invecchiamento attivo, sensibilità ed educazione verso il cambiamento climatico vanno di pari passo.
Infine, da considerare in termini di ricerca demografica e di effetti sul clima, c’è il tema legato alle migrazioni che “possono avere un ruolo cruciale nel contrastare il basso tasso di fertilità di un paese”, ha illustrato nell’evento al Jrc Daniele Vignoli, Professore di demografia dell’Università degli Studi di Firenze.
I flussi migratori infatti possono notevolmente modificare la compagine socio-demografica dei Paesi coinvolti ma, al contempo, sono ancora incerti gli effetti del riscaldamento globale sia sugli spostamenti di massa che su natalità e invecchiamento: siamo tutti esposti diversamente all’incidenza del cambiamento climatico.
In uno scenario di incertezza globale, la ricerca, gli studi demografici e l’azione sociale verso una sensibilizzazione al clima, anche e soprattutto delle persone anziane, diviene essenziale per scrivere le traiettorie del futuro.
Un tema che è e sarà molto a cuore all’impegno della Fondazione Longevitas.
Fonte: Wired
