Prevenzione cardiovascolare: a Roma parte il progetto pilota “On line – on life” per gli over 65

Prevenzione cardiovascolare: a Roma parte il progetto pilota “On line – on life” per gli over 65

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Nel cuore del VI Municipio di Roma prende il via un’iniziativa di prevenzione che unisce università, società scientifiche e associazioni del territorio in un progetto concreto di tutela della salute cardiovascolare nella popolazione anziana. Si chiama “On line – on life” il nuovo programma di screening cardiologico gratuito rivolto agli over 65, promosso dal Prorettorato alle Politiche di innovazione sociale dell’Università di Tor Vergata e dalla Terza Missione di UniCamillus, con il supporto della Società Italiana di Cardiologia Geriatrica, dell’Associazione Salute e Società, dell’Associazione Cuore Nostro e della Fondazione Longevitas.

L’iniziativa si svolgerà presso: il Centro Sociale Anziani di Quartiere Ai Pini dal 19 al 21 aprile e il Municipio Roma VI dal 22 al 24 aprile, con l’obiettivo di offrire uno screening completo per individuare tempestivamente patologie cardiovascolari spesso sottovalutate o non diagnosticate.

Il programma prevede un percorso strutturato che inizierà con la somministrazione di un questionario anamnestico. Questo strumento non solo raccoglie informazioni cliniche, ma consente anche di valutare l’indice di vulnerabilità sociale, mettendo in relazione le condizioni di salute con le variabili socioeconomiche. A seguire, i partecipanti verranno sottoposti a visita cardiologica, elettrocardiogramma ed ecocardiogramma, grazie anche al coinvolgimento attivo degli studenti del corso di laurea in Infermieristica.

 

L’obiettivo principale del progetto è stimare la prevalenza e la gravità delle più comuni patologie cardiache nella popolazione anziana, come la fibrillazione atriale, lo scompenso cardiaco e le malattie valvolari. L’intento è duplice: da un lato, favorire l’identificazione precoce di problemi spesso latenti; dall’altro, rafforzare la cultura della prevenzione come strumento fondamentale per migliorare la qualità della vita e contenere i costi sociali e sanitari legati a diagnosi tardive, ospedalizzazioni e acuzie.

Alla base dell’iniziativa vi è l’applicazione del concetto di prevenzione di comunità, ovvero un modello di intervento basato sulla collaborazione stretta e continuativa con le realtà territoriali – centri anziani, quartieri, case di riposo – che garantisce un’ampia adesione e una maggiore efficacia degli screening. Questo approccio, già sperimentato con successo in numerosi contesti italiani, ha prodotto risultati significativi nell’intercettare patologie cardiovascolari non ancora diagnosticate tra gli over 65, contribuendo così a ridurre il rischio clinico e l’isolamento sociale

Il progetto si inserisce in una visione più ampia che riconosce il ruolo dell’università come agente attivo sul territorio, impegnato nel rispondere in modo concreto ai bisogni sanitari e sociali della popolazione, soprattutto delle fasce più fragili. L’obiettivo è sviluppare attività efficaci, sostenibili e inclusive, capaci di coinvolgere anche quelle persone che, per ragioni economiche, culturali o di isolamento sociale, restano spesso escluse dai percorsi di prevenzione.

In questo contesto, la salute cardiovascolare viene affrontata in modo integrato, tenendo conto non solo degli aspetti clinici ma anche dei cosiddetti beni relazionali – i legami affettivi, sociali e culturali che contribuiscono in maniera determinante al benessere complessivo dell’individuo. Valutare questi fattori significa ampliare la definizione di fragilità, includendo nella riflessione sulla salute anche la dimensione socioeconomica e relazionale, e rafforzando un approccio multidimensionale alla prevenzione.

Esperienze come questa confermano, inoltre, l’importanza strategica di investire in programmi di prevenzione strutturati e mirati alla popolazione anziana. Intercettare precocemente patologie non diagnosticate consente non solo di migliorare la qualità della vita, ma anche di ridurre significativamente il peso economico e assistenziale che le cronicità trascurate comportano per il sistema sanitario e previdenziale. In quest’ottica, diventa sempre più urgente che le istituzioni riconoscano e sostengano il valore di questi interventi, promuovendo una sanità più vicina ai cittadini, proattiva e orientata alla costruzione di un futuro più equo e sostenibile.

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