La Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani voluta da Papa Francesco
In occasione della III Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani, domenica 23 luglio, la Fondazione Longevitas partecipa alla Santa Messa voluta da Papa Francesco, nella Basilica di San Pietro. Ogni quarta domenica di luglio. dal 2021, si celebra questa Giornata speciale, in prossimità della memoria liturgica dei Santi Gioacchino ed Anna, i “nonni” di Gesù e in prossimità della XXXVIII Giornata Mondiale della Gioventù, a Lisbona dall’1 al 6 agosto.
“Di generazione in generazione la sua Misericordia” è infatti il titolo del messaggio scritto dal Pontefice per questa ricorrenza che mette al centro le persone della terza età, elemento fondativo della società e delle generazioni.
Prima di andare a Lisbona, è importante che i giovani salutino i nonni e gli anziani. “Non lasciamoli soli, la loro presenza nelle famiglie e nelle comunità e preziosa, ci dona la consapevolezza di condividere la medesima eredità e di far parte di un popolo in cui si custodiscono le radici”, afferma Papa Francesco, “Onoriamoli, non priviamoci della loro compagnia e non priviamoli della nostra, non permettiamo che siano scartati”.
A partire dalle Sue parole, è dunque fondamentale la riflessione sul legame tra le generazioni in un Paese in cui sempre più cruciale è la sfida demografica, dovuta al basso tasso di natalità, con sempre meno nipoti rispetto ai nonni.
Alcuni dati demografici
I dati confermano che ad oggi sono 22.000 gli anziani che hanno superato i 100 anni in Italia, quinto paese più longevo al mondo, dove l’aspettativa di vita ha raggiunto gli 84 anni, più che raddoppiata rispetto a un secolo fa. Sul fronte demografico, gli effetti dell’invecchiamento della popolazione si fanno sempre più evidenti: il consistente calo delle nascite registrato nel 2022 rispetto al 2019 è di circa 27 mila nascite in meno e l’invecchiamento è destinato ad accentuarsi nei prossimi anni.
La popolazione ultrasessantacinquenne ammonta a 14 milioni 177mila al 1° gennaio 2023, e costituisce il 24,1 % della popolazione totale. Tra le persone ultraottantenni, si rileva un incremento che li porta a 4 milioni 530mila e a rappresentare il 7,7 per cento della popolazione totale. (Fonte: Rapporto ISTAT, 2023). Diventa dunque determinante, in uno scenario caratterizzato da questi dati, pensare e progettare una società futura sempre più inclusiva e a misura di anziani e immaginare la longevità come una caratteristica-chiave e positiva, non come un peso per la società.
Se da una parte, difatti, i dati rilevano il progressivo invecchiamento della società in chiave critica, dall’altra parte questo stesso concetto è una notizia positiva. Gli Over 65 rappresentano un Plus per l’Italia e per il PIL nazionale. Nel contesto della transizione demografica più importante nella storia del nostro Paese, è questa un’opportunità economica perché coloro che negli anni ’60 erano considerati anziani oggi sono “giovani nonni”, orientati ai consumi e iperproduttivi: è la Silver Economy che denota come, all’aumentare dei consumi, siano direttamente proporzionali i maggiori flussi di reddito che dai 55 anni superano quelli di altre fasce d’età. Un dato rilevante è che l’impatto sul PIL dell’intera silver economy è stimabile intorno ai 350 miliardi di euro ossia circa il 20% della sommatoria.
La vecchiaia si può e si deve dunque considerare come un confine mobile – ci sono gli aspetti critici legati agli anziani che vivono con 1.000 euro al mese, di cui bisogna tener conto e per i quali occorre trovare strategie di cura e sostegno non solo economico ma soprattutto sociale; e ci sono gli aspetti positivi ad alto potenziale di crescita economica e sociale, come quelli dei consumi di prodotti, ma anche turistici e culturali, della Silver Economy. Il percorso verso la longevità, agendo su ambiente e stile di vita, e sulle politiche sociali, può imprimere accelerazioni o rallentamenti a questi processi di invecchiamento, determinandone gli sviluppi positivi per la società e per un mondo che si richiede essere sempre più inclusivo e dai confini ibridi e permeabili.
Riprendendo le parole e il titolo del libro di Papa Francesco, non bisogna dimenticare che gli anziani sono “la saggezza del tempo” e un dono per il futuro dell’umanità.
