Un -ismo ancora poco conosciuto e fin troppo diffuso: l’ageismo
L’Ageismo: dall’inglese Age + Ism è la discriminazione che colpisce le persone anziane.
L’ageismo è una forma di discriminazione che colpisce gli individui sopra i 60 anni, la categoria dei cosiddetti “senior”. In una società in cui sembra che invecchiare sia un tabù, con particolare riferimento alle donne, la Fondazione Longevitas presenta un convegno “Una roadmap contro l’ageismo: verso una cittadinanza inclusiva per tutte le generazioni” per porre al centro del dibattito nazionale una riflessione su questo stereotipo ancora poco indagato, ma fin troppo, inconsapevolmente, diffuso.
Come esistono il razzismo e le discriminazioni sulla base di etnie e nazionalità, allo stesso modo ne esiste uno, l’ageismo, che discrimina coloro che non sono più giovani e che vengono talvolta considerati un peso per la società. Un esempio tangibile di questo fenomeno si è manifestato durante l’emergenza COVID, quando l’età è stata utilizzata in alcuni casi come criterio per l’accesso alle cure mediche.
Purtroppo, l’emarginazione degli anziani riguarda molti altri aspetti, sia nel campo sanitario che in quello professionale e delle reti sociali.
Come si concretizza l’ageismo?
L’ageismo si manifesta in vari modi, spesso più subdoli rispetto ad altre forme di discriminazione. Ad esempio, quando si accompagna un anziano a una visita medica e si parla al suo posto, anche se sarebbe in grado di esprimersi autonomamente. Talvolta, questo può derivare da un gesto di affetto o di protezione, ma spesso è una forma di ageismo poiché implica che non lo si considera in grado di comunicare in modo indipendente o adeguato. Altre situazioni si verificano quando, dopo un ricovero in ospedale, l’anziano non viene portato a casa, ma inserito in una casa di riposo, anche se non ne ha bisogno, semplicemente perché i figli o i nipoti non sono disposti a prendersi cura di lui.
Le discriminazioni avvengono sul piano professionale, come nella difficoltà di trovare lavoro nella fase più matura della vita e passa da altre pratiche ancora più gravi come abusi, maltrattamenti, truffe che spesso colpiscono gli Over.
Gli anziani che subiscono discriminazione, inoltre, sperimentano una doppia ingiustizia: in primo luogo, a causa della discriminazione stessa, e in secondo luogo, a causa della loro incapacità di reagire adeguatamente. Questa situazione deriva sia dalla loro fragilità fisica sia dal fatto che spesso non possono contare su un senso di identità di gruppo, come avviene ad esempio nella comunità sottoposte ad altre forme discriminatorie quali il razzismo o sessismo.
L’ageismo provoca danni sia psicologici che fisici.
In diversi studi è emerso che la discriminazione contro gli anziani nella terza età crea uno stress che può compromettere le funzioni cognitive, inclusa la memoria. È importante notare come spesso un anziano vittima di ageismo possa anche sviluppare la depressione.
Da qui nasce l’importanza e l’urgente necessità di aprire un dibattito nazionale e di promuovere campagne di sensibilizzazione per combattere questa forma di discriminazione.
Il convegno in programma il 26 settembre al Senato della Repubblica è realizzato con il contributo di:

